Libera: «La società civile faccia la sua parte»

Anna Garofalo, coordinatrice provinciale sui sequestri di amfetamine al porto di Salerno: «Criminalità più complessa di quanto immaginiamo».

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«Sconcerto e preoccupazione». Sono le parole che usa il presidio territoriale di Libera per commentare il maxi sequestro di droga dell’Isis al porto commerciale di Salerno.
«È importante che anche la società civile faccia la sua parte – dice Anna Garofalo, coordinatrice provinciale dell’associazione – Ci inquieta quanto scoperto relativamente al porto di Salerno: diciamo sempre che la camorra e la mafie sono capaci di tutto; ma sapere che tutta questa operazione è funzionale all’Isis è un dramma per me, da cittadina. A questo punto anche noi come società civile dobbiamo fare qualcosa in più, dobbiamo essere consapevoli che il male c’è ed è molto più articolato e complesso di quanto pensiamo».
Per i coordinatori provinciali e cittadini di Libera, Anna Garofalo e Gianpiero Catone, «l’operazione messa a segno nelle scorse ore costituisce uno straordinario successo investigativo e di intelligence. Dunque ci sentiamo anzitutto in dovere di esprimere la nostra gratitudine alla Magistratura e alle Forze dell’ordine per questo brillante risultato».
«Al netto di questo – continuano i due referenti – desta sconcerto e preoccupazione la circostanza per la quale il porto di Salerno sia stato utilizzato come snodo per questo traffico internazionale, che è servito e sarebbe ancora servito a finanziare le battaglie jihaidiste dell’Isis e ad “aiutare” i terroristi a compiere le loro azioni. Siamo certi che gli inquirenti sapranno fare al più presto piena luce sui collegamenti locali di questo traffico, scoprendo le eventuali basi territoriali, gli intrecci di interesse e le direttrici internazionali che avrebbero portato la droga sui mercati di tutta Europa. Abbiamo insomma la sensazione che molto altro ancora dovrà emergere su questa storia. Lo diciamo anche alla luce della circostanza, evidenziata dagli inquirenti e ancora più sconvolgente, secondo la quale a gestire gli affari ci sarebbe un cartello di clan malavitosi cui sarebbe spettato il compito di piazzare la droga sui mercati di tutto il continente. È l’ennesima drammatica conferma del fatto che, di fronte alla possibilità di fare affari e accumulare ricchezze, mafiosi e criminali non guardano in faccia a nessuno, arrivando addirittura a gestire traffici che hanno lo scopo finale di finanziare il terrorismo. Crediamo che questo sia tra i dati più significativi emersi da questa operazione e certamente quello da approfondire maggiormente, attraverso il lavoro investigativo e repressivo ma anche, come sempre, attraverso una presa di coscienza collettiva della società civile sul proprio ruolo nella battaglia quotidiana e coerente per contrastare mafie e corruzione» – concludono Garofalo e Catone.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)