Licenziato per un post su Facebook, giudice lo reintegra

Il giudice della sezione Lavoro del Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto il reintegro di Michele Gaglione, dipendente e sindacalista de La Doria, licenziato per un commento sui social considerato lesivo dai vertici aziendali. Disposto anche il pagamento degli stipendi arretrati dal giorno del licenziamento a oggi. La soddisfazione dei sindacati

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Michele Gaglione, il dipendente de La Doria di Acerra licenziato per un post su Facebook

«La sanzione è sproporzionata e ingiustamente afflittiva». È il passaggio chiave della decisione con cui il giudice del Tribunale di Nocera Inferiore di fatto reintegra Michele Gaglione, dipendente La Doria, licenziato lo scorso mese di novembre per un post su Facebook.
Il giudice ha anche ordinato il pagamento delle mensilità arretrate spettanti a Gaglione dalla data del licenziamento a oggi.
Il giudice Angelo De Angelis della sezione Lavoro del Tribunale di Nocera Inferiore ha accolto il ricorso presentato da Michele Gaglione, dipendente La Doria e Rsu della Flai Cgil, licenziato per aver postato un commento sui social considerato lesivo dai vertici aziendali.
Gaglione, assistito dal suo sindacato e dall’avvocato Raffaele Ferrara, si è opposto al licenziamento facendo valere il ruolo di rappresentante sindacale all’interno dell’azienda che  portava avanti una battaglia per evitare la chiusura dello stabilimento di Acerra e il conseguente spostamento dei dipendenti in altri siti produttivi anche fuori dalla Campania.
«Sono contento dell’esito – ha commentato a caldo Michele Gaglione – Fino alla fine sono stato trasparente e pulito nel portare avanti una battaglia soprattutto territoriale con il sindacato. E la sentenza me ne dà atto».
«L’ordinanza conferma quello che abbiamo sempre sostenuto, ovvero la sproporzione tra il gesto di Gaglione e l’atto dell’azienda – ha dichiarato con una nota le segreterie di Cgil Campania, Flai Cgil Campania e Napoli Cgil Salerno e Flai Cgil Salerno – Non possiamo che essere soddisfatti da quanto stabilito dal Tribunale di Nocera Inferiore, pur con il rammarico che tutto ciò si sarebbe potuto evitare perseguendo la strada del dialogo che sempre c’è stato tra i vertici aziendali e la nostra organizzazione sindacale».