L’Islam e il vantaggio della diversità

Una rubrica settimanale per approfondire la fede e il costume della cultura musulmana

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Perché i musulmani pregano 5 volte al giorno? Le donne sono obbligate a portare il velo? Chi ha scritto il Corano? Qual è il nesso tra Islam e terrorismo? Sono tante le domande che ci poniamo sull’Islam: nascono dalla curiosità, dal desiderio di conoscenza e di dialogo, a volte dal dubbio e dal timore. Soprattutto oggi, in cui queste domande hanno un’implicazione non solo religiosa, ma anche profondamente sociale.
Il mondo, nel corso degli ultimi decenni, ci ha reso testimoni di fatti di una tale brutalità da scuotere anche gli animi più razionali. Molte sono state le reazioni “di pancia”, anche comprensibili, ma ora più che mai c’è bisogno di approfondire, senza adagiarsi sul “sentito dire”, cominciando a scavare nella storia, tra le fonti, poiché la superficialità, in un momento come questo, non può essere accettata.

La cultura musulmana, un patrimonio da studiare e valutare con senso critico e libertà

La rubrica Iqraa! nasce proprio da questa esigenza: un appuntamento settimanale per approfondire aspetti della fede, del costume, della cultura musulmana, utili alla comprensione di un mondo così vicino ma che, il muro di una diffidenza alimentata da stereotipi, da luoghi comuni e da un’ interessata disinformazione, ci descrive come profondamente distante.
Un lavoro che non pretende di riassumere tutta la complessità del mondo arabo-islamico, ma che vuole offrire spunti di riflessione, senza voler far vedere a tutti i costi che “l’Islam è buono” o “cattivo”. Tale visione, infatti, oltre a non avere nulla a che fare con l’obiettività, è estremamente riduttiva e miope.
L’Islam, infatti, non è una specie di monolite fermo, immobile nei secoli dal punto di vista storico, politico, religioso ed economico e, di certo, non è arroccato esclusivamente su sentimenti di bontà o di vendetta. Al suo interno, infatti, sono molte e non sempre in accordo le correnti di matrice storico-religiosa e giuridica, così come le interpretazioni coraniche e il modo stesso di “vivere” la religione islamica. Pensiamo a due opposti come l’Arabia Saudita e l’Indonesia: quest’ultimo risulta essere il Paese a più alta densità islamica, ovvero la nazione più popolosa a maggioranza musulmana e l’Islam si presenta come estremamente eterogeneo, molto diverso da quello praticato nella Penisola Araba, grazie alla fusione con elementi sociali e religiosi locali.
L’Islam, insomma, ha attraversato la storia, influenzandola e risultandone influenzato, proprio come il Cristianesimo e l’Ebraismo. Dunque vi possiamo trovare elementi in completo disaccordo, persino, voci diverse, perfino in contrasto con l’eterodossia.
Confidiamo quindi che questa rubrica possa essere uno strumento utile alla comprensione di un modo vasto, complesso e plurale, ma dalla cui conoscenza non possiamo prescindere se vogliamo davvero difendere la libertà di tutti e vivere in un mondo dove la diversità sia un vantaggio. Senza conoscenza, infatti, la memoria va persa e, con essa, il concetto stesso di libertà.