L’Islam non è un manipolo di despoti

Nella fede non c'è costrizione e ogni anima, insegna il Corano, è responsabile delle sue azioni. Ne consegue che ciascuno non debba interferire nella libertà dell'altro

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La storia testimonia che dal momento della sua rivelazione, 14 secoli fa, l’Islam ha dato un notevole impulso ed un maggiore incoraggiamento alla ricerca di conoscenza, di scienza e di libertà: un tesoro che oggi sembra disperso a causa di una incapacità di comprendere e seguire proprio quel messaggio delle origini e, in conseguenza di ciò, i musulmani sembrano essere quanto di più lontano ci sia dall’idea di libertà.
Come può l’Islam, chiave verso la libertà dal momento in cui si rivela come una religione dogmatica, costringa alla conversione con la forza? Questa è l’immagine che ci appare attraverso i libri di storia e gli insegnamenti occidentali (e non).
Nell’Islam possiamo vedere che la libertà è un diritto che Dio ha accordato ad ogni anima, ad ogni essere umano. Ognuno ha il diritto di scegliere la sua fede e questo diritto è sancito dal Corano:
“Non c’è costrizione nella religione. La retta via ben si distingue dall’errore. Chiunque rifiuti il male e creda in Dio si afferra all’impugnatura più salda, senza rischio di cedimenti. Dio ascolta e conosce tutte le cose”.
Non c’è costrizione, non c’è forzatura nella religione. Ciò è semplice da comprendere anche e soprattutto alla luce della grande importanza attribuita dall’Islam alla ricompensa divina. Ogni anima, insegna il Corano, è responsabile della sua fede e delle sue azioni: da ciò si evince chiaramente che, se ognuno sarà giudicato in base alle sue azioni, è implicito che ognuno deve essere libero di comportarsi come ritiene opportuno e, dunque, la libertà di pensiero e di espressione sono strettamente connessi al concetto di “responsabilità individuale”.
La libertà di scelta e di pensiero è evidente, senza differenze di casta, credo o colore. Non c’è costrizione nella religione. Questo principio stabilisce che la libertà non deve interferire con quella degli altri, sicché il diritto alla libertà possa essere goduto in maniera eguale da tutti i cittadini della società.
La libertà, tuttavia, non è assoluta, nel senso che si può essere liberi purché questo diritto non intacchi quello degli altri. In altre parole non si può essere liberi di rubare, o di uccidere o di infastidire gli altri. Nel fare ciò, si pregiudica l’altrui libertà, mettendo in pericolo la propria.
Oggi, in molti paesi a maggioranza islamica, a causa di un manipolo di despoti, non vi è alcun tipo di libertà, neanche quella di praticare la propria fede: in tali paesi, alcune leggi e comportamenti, che sono resi obbligatori dall’Islam, sono proibiti ed è un vero peccato quando si fa confusione identificando questi regimi dittatoriali, che rinnegano il messaggio dell’Islam, con la religione musulmana, la quale si basa su principi totalmente opposti.
La soluzione a tali aberrazioni sarebbe da ritrovare proprio negli insegnamenti dell’Islam, che fornisce ai popoli ed agli individui i diritti e la libertà di praticare la loro fede, il diritto ad essere liberi senza pregiudicare la libertà degli altri, il diritto alla conoscenza, al rispetto reciproco, ad una società dell’uomo e per l’uomo, in cui sia riconosciuto il carattere profondamente umano dell’esistenza, sintesi e non antitesi di materia e spirito.