Lo sport e la Shoah: mostra e convegno al Severi

Sarà possibile visitare la mostra al Liceo “Severi” di Salerno fino all'11 febbraio

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Incontro al Liceo Scientifico “Severi” di Salerno con le relazioni dei docenti universitari e la mostra fotografica a cura del Memorial de la Shoah di Parigi dal tema “Sport, sportivi e Giochi Olimpici nell’Europa in guerra (1936-1948)”. L’evento è stato organizzato dalla sezione di Salerno dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, presieduta da Renato Del Mastro, in collaborazione con Ernesto Pintore, presidente dell’associazione Italia-Israele-Salerno e con il Memorial de la Shoah di Parigi. Presenti tra gli altri il presidente della Provincia Michele Strianese, l’assessore comunale allo sport Angelo Caramanno, l’assessore comunale alle politiche giovanili Mariarita Giordano e autorità militari. Ha introdotto gli interventi il giornalista Antonio Abate. A fare gli onori di casa la dirigente scolastica Barbara Figliolia. Auditorium attento e gremito in ogni ordine di posto dagli studenti delle classi IV e V. Interessanti le relazioni del docente Antonio Lombardo dell’Università Tor Vergata (Roma) sul tema “Il movimento olimpico internazionale e gli atleti ebrei 1933-1948” e del professore Paul Dietschy dell’Università della Franca-Contea (Besançon, Francia) sul tema “La sfida degli stadi: lo sport fascista nell’Europa degli anni trenta”. Caratteristica dominante degli interventi il monito alle nuove generazioni di far tesoro del passato, per evitare che il razzismo e la discriminazione, portino a nuove insanabili separazioni tra i popoli. Nell’antica Grecia, le Olimpiadi, determinavano la cessazione delle guerre, le Olimpiadi moderne, non si sono celebrate a causa delle guerre. Lo sport, dal 1933 al 1948, è divenuto strumento di propaganda politica, in Italia e in Europa, atto ad appoggiare idee nazionalistiche e di segregazione razziale. La presunta superiorità della “razza ariana”, però, è cozzata con le vittorie di Jesse Owens, uomo di colore o di sportivi ebrei, poi internati in 60.000 nei campi di sterminio nazista. Che dire degli sportivi usati per propaganda dal regime fascista in Italia, con il Coni, passato nel 1928 sotto il controllo del partito nazionale fascista ed i presidenti delle federazioni sportive, nominati non più eletti. Il rovescio della medaglia, atleti che aiutano i discriminati siano essi ebrei, gay o zingari, come Etienne Matler, Eugene Maes e Gino Bartali. Per chi volesse saperne di più, sarà possibile visitare la mostra al “Severi”, fino all’11 febbraio, dal lunedì al sabato, dalle ore 09 alle 13 e dalle 16 alle 19.