Lo sport nell’Europa in guerra: mostra fotografica al Severi

Lunedì il taglio del nastro. Sotto i riflettori il mondo sportivo nel periodo tra gli anni Trenta e Quaranta

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Lunedì 28 gennaio prossimo, alle ore 10, presso il Liceo Scientifico “Severi” di Salerno, si terrà la cerimonia di inaugurazione della mostra fotografica denominata “Sport, sportivi e Giochi Olimpici, nell’Europa in guerra (1936-1943)”, organizzata dalla sezione di Salerno dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, presieduta da Renato Del Mastro, in collaborazione con Ernesto Pintore, presidente dell’associazione Italia-Israele-Salerno. L’evento è curato dal Memorial de la Shoah di Parigi. Interverranno il professore Antonio Lombardo dell’Università Tor Vergata (Roma) relazionando sul tema “Il movimento olimpico internazionale e gli atleti ebrei 1933-1948” ed il professore Paul Dietschy dell’Università della Franca-Contea (Besançon, Francia) sul tema “La sfida degli stadi: lo sport fascista nell’Europa degli anni trenta”. Mostra analoga si è svolta recentemente a Bologna, in anteprima nazionale.
“È un onore e un piacere ospitare un evento così importante a Salerno – dice Renato Del Mastro – sono convinto che sarà una bellissima esperienza per gli studenti e per coloro che ne vorranno saperne di più sullo sport nel periodo pre e post seconda guerra mondiale. Per l’associazione che presiedo inoltre è motivo di orgoglio l’organizzazione di questa mostra, proprio nell’anno in cui festeggiamo i trent’anni dalla costituzione della sezione”.
Il periodo che va dalle Olimpiadi di Berlino 1936 a quelle di Londra 1948 coincide con la politicizzazione dello sport. Il regime nazista e quello fascista hanno esaltato il corpo degli atleti, facendone propaganda e favorendo il razzismo. Smacco al presunto predominio della “razza ariana”, sono le vittorie di Jesse Owens, uomo di colore, nei 100 metri, nei 200 metri, nella staffetta 4×100 metri e nel salto in lungo, alle Olimpiadi di Berlino 1936, proprio sotto gli occhi di Hitler. In Italia, invece, con la promulgazione delle leggi razziali del 1938, molti ebrei sono costretti a lasciare il Paese, come l’allenatore di calcio Arpaz Weisz, ungherese, che con un gioco all’avanguardia era riuscito a ottenere successi alla guida di Inter e di Bologna. Anche nelle colonie dell’Africa orientale c’è sistematica segregazione razziale, allo scopo di impedire qualsiasi contatto sportivo tra colonizzatori e popolazione locale. Un pezzo di storia dello sport, visibile a Salerno, dunque. Sarà possibile visitare la mostra al “Severi” fino all’11 febbraio, dal lunedì al sabato, dalle ore 09 alle 13 e dalle 16 alle 19.