Aveva solo 30 anni, Rocco Scotellaro, quando un infarto lo fulminò nel 1953 a Portici, dove si era stabilito per collaborare con Manlio Rossi Doria e la squadra di sociologi, antropologi, scienziati sociali che ruotava intorno alla Facoltà di Agraria della Federico II e che, all’inizio degli anni Cinquanta, innovò profondamente con il metodo della ricerca sul campo il pensiero e la pratica meridionalista. Ma furono 30 anni intensi, quelli di Rocco da Tricarico, figlio del ciabattino e della scrivana del piccolo centro del materano, Sud profondo. Poeta di commovente sensibilità, cantore del mondo contadino della sua Lucania, saggista, narratore. Ma anche protagonista e testimone di grandi lotte civili e politiche per l’emancipazione degli ultimi che, a soli 23 anni, lo portarono alla carica di sindaco del suo paese, eletto nelle liste del Partito Socialista. Il partito scelto in clandestinità nel 1943 e mai abbandonato.

Domani, martedì 22 ottobre, alle 17:30 nel salone delle conferenze della Fondazione Filiberto e Bianca Menna sul lungomare Trieste a Salerno, sarà presentato il volume che raccoglie tutti gli scritti del grande poeta lucano, edito da Mondadori nella collana Oscar Baobab e curato da Franco Vitelli, Giulia Dell’Aquila e Sebastiano Martelli, diventato in breve tempo un vero e proprio caso letterario. Dopo i saluti del presidente della Fondazione Menna, Claudio Tringali, introdurrà la discussione Giuseppe Cacciatore, filosofo dell’Università di Napoli Federico II, Accademico dei Lincei, Presidente della Società Salernitana di Storia Patria. Previsti gli interventi degli storici della letteratura Matteo Palumbo, della Federico II, e Alberto Granese, dell’Università di Salerno. Coordinerà i lavori il giornalista di Salerno Sera Massimiliano Amato, della Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno. Conclusioni affidate a Sebastiano Martelli, dell’Università di Salerno. Nel corso della discussione, l’attrice e regista teatrale Antonella Valitutti eseguirà un reading di alcune poesie di Scotellaro.