Luca Alinari e il viaggio nel mondo magico di Hiroshige

0
881
Luca Alinari - Autoritratto (1960) Galleria degli Uffizi
Hiroshige – Veduta notturna di Sarawukacho (1858)

Presentiamo in questo articolo un viaggio nella pittura tra Oriente e Occidente a metà Ottocento. L’originalità risiede nel fatto che chi parla di pittura è un altro pittore, non un critico d’arte. E’ un altro punto di vista più fisico, più aderente alla struttura dei dipinti e meno metafisico. La commistione di ruoli tra il pittore che vede un quadro di un pittore genera un viaggio affascinante dentro il quadro. Il pittore che ci fa da guida è Luca Alinari che abbiamo il piacere di ospitare molte volte in Economia&FinanzaVerde.

Quali sono i legami artistici tra la pittura e la fotografia? La fotografia influenzò la pittura? O avvenne il contrario? E se questo doppio contatto ci fu, dove, quando e con quali modalità avvenne? Fu frutto di ibridazione geografica, artistica, culturale, globale? Ecco l’affascinante video ricostruzione che il maestro Luca Alinari fa di quanto accadde alla metà dell’Ottocento, illustrando le opere del grande incisore giapponese Utagawa Hiroshige.

È un viaggio dall’Europa al Giappone e ritorno. Un giro del mondo che introduce a un profondo rinnovamento artistico. Le culture pittoriche d’Oriente e Occidente si attraggono irresistibilmente. Prima è l’Oriente che scopre ottiche occidentali di rappresentazione della realtà, mediate dalla nuova tecnologia della macchina fotografica. Quindi è l’Occidente che subisce il fascino della pittura giapponese e fa a gara, attraverso i suoi maggiori artisti, ad esaltarne i canoni. Si tratta di una globalizzazione culturale ante litteram.

Buona visione!

 

Luca Alinari – Autoritratto (1960) Galleria degli Uffizi

L’artista che ha l’umilta’ di  mettersi a nudo davanti a un altro artista è il pittore Luca Alinari. 

Nato a Firenze nel 1943, egli scopre giovanissimo la passione per la pittura che diventa il modo di esprimere se stesso, fino quasi a sostituire la parola. Tuttavia non compie studi organici in quella direzione, preferendo letteratura e filosofia. Sarà redattore di riviste e recensore di testi di narrativa, lavorando anche nella comunicazione scritta e televisiva. Nel 1979 fonda e dirige la rivista d’arte “Signorina Rosina”.

Realizza la prima mostra di pittura nel 1969. Le sue sperimentazioni anticiperanno le idee di tanta pittura italiana sviluppatasi a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, come il movimento “Nuovi-Nuovi” e la “Transavanguardia”.

Alinari è un pittore che lavora a cicli di ricerca: il periodo delle fotografie ritoccate, quello dei grandi interni domestici, quello delle stelline, le fasi dei colori-paesaggio, dei giocattoli, delle sculture in plexiglass e di quelle in vetro. Negli anni Novanta inizia una lunga indagine sul paesaggio italiano, un concetto nuovo e problematico della raffigurazione visionaria di un luogo inesistente. Intorno al 2003-2004 avviene una metamorfosi spirituale profonda: comincia l’analisi delle proprie radici più segrete (la grande pittura italiana classica) e insieme continua con sperimentazioni nuove e vitali. Il risultato è uno smagliante ciclo che riassume un’intera esistenza di pensiero pittorico.

Scrivono estesamente di lui non solo i maggiori critici d’arte italiani e stranieri, ma anche poeti e scrittori quali Gatto, Sanguineti, Rea, Parise e il premio Nobel per la Letteratura Josè Saramago. Per una sua opera sulla pace, nel 2006 viene ricevuto da Papa Benedetto XVI.  Ha esposto alla Biennale di Venezia con padiglione personale nel 1982, vanta numerose partecipazioni alla Quadriennale di Roma e al Palazzo Reale a Milano e mostre nelle più importanti gallerie italiane e estereNel 1990, dipinge il Cencio per il Palio di Siena di agosto e nel 2013 disegna il Logo ufficiale per i Campionati Mondiali di ciclismo svoltisi in Toscana. Di recente ha organizzato una mostra di grande successo al Museo del Bardo a Tunisi. Il suo Autoritratto è  nella collezione dei ritratti nel Corridoio Vasariano degli Uffizi.