Manager “amici” assunti all’Eav. Fari sui concorsi

Parla Giuseppe Racioppi, ex dirigente Metrocampania Nordest. l fascicolo in Procura e alla Corte dei Conti regionale

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Saranno la Procura della Repubblica di Napoli e la Corte dei Conti della Campania ad analizzare il fascicolo su presunte irregolarità in merito alla nomina di direttore generale dell’Eav di Umberto De Gregorio.
Tutto parte da un concorso pubblico, indetto nel 2016, per il conferimento dell’incarico di direttore generale della società Ente Autonomo Volturno, conclusosi con il conferimento dell’incarico all’ingegnere Pasquale Sposito. Quest’ultimo, dimessosi da direttore generale, ottenne la nomina di direttore centrale operativo. Per effetto delle dimissioni di Sposito, l’ente, per sostituirlo, non attinse dalla graduatoria del concorso ma affidò l’incarico a Umberto De Gregorio, già presidente dell’Eav. E qui entra in gioco la denuncia del secondo in graduatoria, l’ingegnere Giuseppe Racioppi, ex manager dell’Eav, amministratore di Metrocampania Nordest.
«Sollevai la vicenda due anni fa, quando successero i fatti – racconta oggi l’ingegnere Racioppi – chiesi colloquio con il difensore civico e gli raccontai tutto quello che era successo».
Racioppi aveva partecipato al bando di concorso, pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione, e si era classificato secondo «tra l’altro – racconta Racioppi – con lo stesso punteggio dell’ingegnere Sposito al colloquio orale». Sposito vince il concorso perché ha più punti per i titoli presentati: «Risultavano un paio di anni in più nell’esperienza come dirigente» – spiega Racioppi che presenta un ricorso per titoli non valutati correttamente. Poi l’ingegnere Sposito dà le dimissioni dall’incarico. Tutto avrebbe lasciato pensare a una convocazione del secondo in graduatoria; invece le cose non vanno esattamente così: «Io mi aspettavo di essere chiamato per l’incarico – racconta Racioppi – e invece il posto viene assegnato a Umberto De Gregorio». In contemporanea, come scrive il difensore civico Giuseppe Fortunato, Sposito presenta le sue dimissioni nel luglio 2018 e diviene «subito misteriosamente dirigente dell’azienda e con le stesse funzioni tipiche del Direttore generale, sostanzialmente modificando solo la denominazione in Direttore operativo centrale». Fortunato, nel fascicolo, evidenzia come «a seguito delle dimissioni si diventa un estraneo all’Ente per cui non è spiegabile, in termini minimi di buona amministrazione, come si diventi dirigente ed è in re ipsa l’accordo strumentale e illecito con il presidente dell’Ente che ispirava, aggiuntivamente alla poltrona stessa lasciata apparentemente vacante per ottenere un compenso più del triplo del precedente (stipendio annuo da 43mila euro a 140mila, nda)». Sulla vicenda, Fortunato tira in ballo anche Luca Cascone che, in qualità di rappresentante della Regione «non ha neppure considerato che un precedente parere dell’avvocatura regionale aveva già chiarito specificamente per il ruolo di Direttore generale dell’Ente che occorreva applicare la norma che prescrive la procedura selettiva pubblica».
A questo punto l’ingegnere Racioppi, secondo in graduatoria, presenta ricorso al Tar e si rivolge al difensore civico della Regione Campania. «Il Tar, però, non si pronuncia in merito – racconta Racioppi – ravvisando un vizio per un ricorso presentato oltre i termini». Racioppi si ritiene parte lesa ma per l’Eav è tutto regolare: «Prima di presentare denuncia mi sono rivolto all’Eav direttamente: mi fu detto che le mie pretese erano sbagliate, citarono una delibera Anac che riguarda un caso di Roma che hanno voluto adattare alla mia vicenda ma che per me resta ben diverso dal fatto che mi ha riguardato in prima persona» – spiega Racioppi.
Adesso, il difensore civico della Campania dà tempo fino al 28 giugno ai cittadini per segnalare disfunzioni nei trasporti dell’Eav affinché – scrive – «siano valutate alla luce dei fatti, dimostranti a quale livello di caparbietà si può giungere pur di nominare quale manager di un pubblico servizio una persona senza esperienza in merito, non curanti delle conseguenze».
L’ingegnere Racioppi, intanto, aspetta: «A me interessava solo un posto che secondo me mi spettava. Non so se avrò mai soddisfazione».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)