Una manovra che guarda con grande attenzione alle regioni del Mezzogiorno ed alle necessità di lavoratori ed imprese. Così i portavoce del Movimento 5 Stelle presso le commissioni Attività Produttive e Lavoro della Camera dei Deputati hanno definito la legge di bilancio varata dal governo Conte. Diverse le misure che, sottolineano i penta stellati, sono destinate ad intervenire in maniera mirata su alcune delle principali criticità del Mezzogiorno: “Abbiamo aumentato – si legge nella nota del M5S – la platea che potrà godere dei benefici del piano Resto al Sud: si innalza l’età da 35 a 45 anni e vengono inseriti tra i beneficiari anche i liberi professionisti. Inoltre, abbiamo prorogato anche per il 2019 e il 2020 l’incentivo Occupazione Mezzogiorno. Viene concessa una spesa di un massimo di 500 milioni per delle misure a livello regionale per favorire assunzioni a tempo indeterminato di under 35 in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. La misura si estende anche agli over 35, se privi di lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mesi”.

Di tenore opposto le reazioni che arrivano dall’opposizione. Per il forzista Vincenzo Labriola la manovra è una “vergognosa umiliazione” per il Mezzogiorno. Per l’esponente di Forza Italia il governo non fornisce al Sud “gli strumenti per renderlo attrattivo per gli investimenti, per le startup come embrione di innovazione, turismo, agricoltura”. “Il Governo – dice ancora Labriola – scambia il Mezzogiorno per il reparto geriatria del Paese, i pensionati che risiedono all’estero e decidono di tornare in Italia risiedendo al Sud, dopo almeno 5 anni vissuti fuori dall’Italia, avranno come incentivo le tasse al 7%”.

Ancora più dura la reazione di Stefano Fassina, secondo cui “tra le promesse di bandiera e la resa al Fiscal Compact è venuta fuori una manovra Frankenstein”. L’esponente di Liberi e Uguali in un lungo post su Facebook sottolinea come “la manovra partita come espansiva, in una fase di rallentamento dell’economia europea diventa restrittiva, anzi insostenibile a causa della correzione prevista per il 2020-21”; mentre la legge Fornero “viene soltanto ammorbidita per tre anni, non cancellata, mentre si tagliano anche le pensioni sopra i 1500 euro al mese”. Quanto alle misure per il Mezzogiorno Fassina crititca duramente i tagli agli investimenti e ai crediti d’imposta destinati alle regioni meridionali e vede nella legge di attuazione dell’autonomia differenziata un concreto pericolo per il Sud.