Marketplace e blockchain nel futuro digitale del vino

Utilizzando le nuove tecnologie, si è in grado di fornire servizi on line classici dove i produttori ricevono ed evadono gli ordini oltre che gestire le spedizioni e possono condividere informazioni e strumenti necessari a chi presenta il prodotto, sia esso il consumatore evoluto, il ristoratore o il sommelier

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Ormai il vino si vende in Internet come se fossimo in cantina.
L’e-commerce vinicolo è un canale di vendita in crescita anche se meno rispetto agli altri paesi produttori diretti concorrenti dell’Italia. Cosa occorre per sviluppare il settore e-commerce vinicolo? Servono nuove piattaforme e servizi, logistici, informativi e finanziari, da associare al gesto di inserire una bottiglia nel carrello. Questo il leitmotiv dell’evento sull’Ecommerce all’ultimo Vinitaly di Verona dove si sono evidenziate le sfide e le opportunità dell’innovazione digitale per il settore del vino.

Dalla rete nuove potenzialità per la commercializzazione e il controllo di qualità dei vini italiani

Inutile dire che quello che è stato evidenziato è il ritardo dell’e-commerce italiano, che fattura oggi circa 15 milioni di Euro per due milioni di bottiglie contro i 110 milioni di bottiglie vendute on line in Francia per un miliardo e 400 milioni di Euro.
Mancano piattaforme internazionali di origine italiana con capacità di integrare altri servizi e prodotti per migliorare e aumentare l’accessibilità e l’interesse all’acquisto. Quello che però è il dato più preoccupante è la mancanza di una nuova cultura che metta il consumatore al centro del mondo digitale, curando i feedback e le interazioni di un utilizzatore che sempre più chiede informazione, conoscenza e garanzie. “Quello che era il passaparola fisico si è spostato ed è diventato virtuale quindi non basta essere on line per sfruttare i benefici dell’innovazione digitale”, ha fatto notare Dario Tognazzi della SIT Confindustria Bergamo. Da Verona viene evidenziato, sempre da Dario Tognazzi, come “occorre presenziare Internet in modo corretto e professionale, dando informazioni complete e trasparenti, rispondere alle richieste ed eventualmente alle critiche, perché un’user experience negativa può creare danni molto gravi”.
Vi sono comunque possibilità nuove e tecnologie in grado di colmare il ritardo italiano. A Verona è stato evidenziato come la tecnologia blockchain presenta notevoli potenzialità quali dare garanzie autentiche, indelebili e immutabili nella certificazione dei vini ma anche nelle contrattazioni e in nuove forme di investimento come i Security Token. Qui i vini diventano un asset finanziario alternativo alle classiche azioni od obbligazioni. Il digitale con la blockchain consente di creare un unico ecosistema dove vanno ad integrarsi e a interagire i produttori, i canali di vendita e i consumatori, riducendo le distanze e le zone d’ombra della filiera vitivinicola. Esiste già una piattaforma: Enolò. Frutto dell’inventiva di una startup abruzzese, si rivolge da un lato ai ristoratori, con la definizione e la gestione della carta dei vini e dall’altro ai produttori ai quali offre un servizio di logistica, gestione delle relazioni con i clienti e comunicazione dei propri contenuti ai consumatori. Questo tipo di piattaforme, utilizzando la tecnologia blockchain, è in grado di fornire servizi on line classici dove i produttori ricevono ed evadono gli ordini oltre che gestire le spedizioni e dall’altra possono condividere informazioni e gli strumenti necessari a chi presenta il vino, sia esso il consumatore evoluto, il ristoratore o il sommelier. A tutto questo si può aggiungere un Hub logistico, che grazie alla massa di informazioni acquisite dalla piattaforma ed al sistema di validazione permesso dalla blockchain gestisce gli ordini, le spedizioni e i registri delle transazioni come dei vini, permettendo alle cantine di lavorare anche con piccoli quantitativi riducendo i rischi di insolvenza, ai ristoratori di curare la carta dei vini e agli operatori dei mercati finanziari di offrire dei prodotti alternativi e innovativi o supporto informativo trasparente a chi è interessato alle classiche azioni delle aziende produttrici.
Un esempio è la piattaforma della Franciacorta https://www.magazinequalita.it/vino-4-0-blockchain-vino-della-franciacorta-dnv-gl-mystorytn/