Meravigliosa la storia di Maria, seconda solamente a Dio

Interessante libro di Nicola Laudisio, omonimo discendente del postulatore della Madonna, ennesima testimonianza di fede sul dogma più misterioso e discusso della Cristianità

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Il libro di Nicola Laudisio sul domma più discusso, misterioso e controverso della Cristianità

Nicola Laudisio, Ineffabilis Deus. Storia del dogma dell’Immacolata Concezione, Edizioni del Rotary Club Nocera Inferiore-Sarno, Distretto 2100 – Italia, 2019.

“Chi partecipa di una fede, parola di grande impegno, non debba farsi troppe domande, né chiedere troppe risposte. Non a caso il termine ‘fede’ ha una sua radice comune con ‘fiducia’; entrambe chiedono un certo abbandono a sentimenti semplici, a quella ‘povertà di spirito’, in senso alto e umile, non a caso raccomandata da Gesù in persona”. Fede e fiducia sono due presupposti imprescindibili – come scrive Corrado Augias nella sua Inchiesta su Maria – per poter accettare il dogma più discusso (e forse più misterioso proprio perché mysterium fidei) della Cristianità: la nascita del figlio di Dio. L’“Immacolato Concepimento di Maria” fu dogmaticamente definito l’8 dicembre del 1854, sotto il pontificato di Pio IX. Il postulatore della causa mariana era monsignor Nicola Maria Laudisio, nato a Sarno nel 1779 e poi diventato vescovo di Policastro, dove visse fino al 1862, anno della morte. “Monsignor Laudisio è stato un personaggio dei suoi tempi, in egual misura e intensità avversato e osannato; filoborbonico convinto; Consigliere di Sua Maestà il Re e Pari del Regno”. Fu Ferdinando II di Borbone a volerlo vescovo e fu lo stesso re a negargli la porpora cardinalizia a causa del comportamento di un suo nipote, il magistrato Raffaele Laudisio che nello storico processo dei “7 pugnalatori” non si era fatto intimidire nel giudizio andando contro la volontà del sovrano. E re Ferdinando mandò un’“imbasciata”, per il tramite dello zio, al nipote ribelle: “Se stesse accuòrto ‘o cuollo!”. Tuttavia, l’autorevolezza e il carisma del vescovo Laudisio pesarono parecchio quando – decano del collegio episcopale nominato da Pio IX nel novembre del 1854 – fu scelto come postulatore ad casum. La sua opera fu determinante nel processo di definizione dogmatica della “Immacolata Concezione di Maria” che fu solennemente sancita con la pubblicazione della bolla Ineffabilis Deus, l’otto di dicembre dello stesso anno. Il nome del presule ancora oggi si legge sulle lapidi di due chiese: nella basilica di San Pietro a Roma e a Sarno, nella chiesetta di Sant’Alfonso de’ Liguori che Monsignor Laudisio aveva fatto costruire a sue spese. A duecentoquaranta anni dalla nascita del vescovo, la sua figura e la storia del dogma mariano vengono raccontati in un bel libro – Ineffabilis Deus. Storia del dogma dell’Immacolata Concezione – scritto da Nicola Laudisio, omonimo discendente del postulatore di Maria. “Un vero e proprio percorso spirituale, proposto con serietà e passione”, lo definisce nella prefazione Monsignor Francesco Alfano, arcivescovo della diocesi di Sorrento-Castellammare, opportunamente sottolineando anche i puntuali rimandi alle fonti sacre, l’abbondante documentazione di testi storici e di esegesi, la bibliografia ‘ragionata’ a chiusura del volume. Nulla di nuovo rispetto a quanto già detto dai (più volte citati) Papi Benedetto XVI e Francesco. Il libro di Nicola Laudisio offre un’ennesima – ma non per questo meno importante – testimonianza di fede: “è la storia di una meravigliosa donna, Maria, dalla sua nascita fino alla sua consacrazione divina, prima fra gli angeli e i santi, seconda solamente a Dio”.