“Mettiamoci d’accordo”, l’urlo di Montesano contro le ingiustizie

Il lavoro unisce al pop varie sonorità: a tratti elettroniche, a tratti rock, ora capace di incontrare altri generi

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Emanuele Montesano pubblica il suo ultimo album: “Mettiamoci d’accordo”. Un lavoro che unisce al pop varie sonorità: a tratti elettroniche, a tratti rock, ora capace di incontrare altri generi; come in “Tensione” dove è presente la fusione con il rap di “Mbò”.
In questo album ritroviamo una critica alla società, alle sue contraddizioni, alle paure e alle angosce che ne produce.

Il tuo album racconta le inquietudini e le conflittualità che si legano all’attualità dei nostri giorni: da un’eco di j’accuse globale contro i potenti che governano il mondo a una riflessione sulle illusioni e disillusioni generazionali. Dove trovare l’equilibrio per “metterci d’accordo”?

Beh, credo sia quasi impossibile metter d’accordo tutti i capi di stato: troppi interessi, di ogni natura, ma ciò non toglie che col dialogo ci si può arrivare; magari in un futuro non prossimo.

In “Tensione” è racchiusa quella critica a chi detiene in mano il potere: musicalmente, in questo tuo pop-rock ritroviamo l’inserimento rap di “Mbò”. Questa contaminazione musicale è stata voluta per dare maggiore forza al messaggio del brano?

Avevo sempre desiderato creare un pezzo “cross-over”,e allora mi son detto: “Ora è il momento di crearne uno esprimendo tutta la mia rabbia”. Il testo risale a una decina di anni fa. Un pizzaiolo di un locale dove suonavo spesso, mi diede delle sue poesie e dei testi misti: mi colpì subito questo di testo, pieno di rime a raffica ed allora iniziai a cercare un “sound” adatto e così nacque “Tensione” .

Il Covid-19 ha cambiato drasticamente le nostre vite, le nostre abitudini; di conseguenza anche la musica ha subito gli effetti di questa pandemia. Concerti da casa hanno imperversato sui social: dagli artisti più conosciuti fino ad arrivare alle band amatoriali. Sono solo semplici scelte obbligate oppure aprono a nuovi scenari nella fruizione del mondo musicale?

Già in passato ci sono stati dei concerti in diretta sui social: ok la trovata ci può stare, ma esser lì fisicamente è un’altra storia. Chi suona in giro non vede l’ora di riabbracciare il suo pubblico, di sentire l’adrenalina che sale al minuto prima di salire sul palco, le emozioni delle braccia e le mani che si uniscono alla musica all’unisono.