Mezzaroma: «Calcio d’estate a porte chiuse»

Il co-patron della Salernitana parla del futuro

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Il co patron della Salernitana, Marco Mezzaroma, sempre in contatto con tutti gli altri presidenti della B, sta monitorando la situazione e sta lavorando ogni giorno per trovare le soluzioni giuste da mettere in campo, nel momento in cui si potrà riprendere a giocare.
«Noi come serie B, con una determinazione unanime dell’assemblea, abbiamo sempre detto che vogliamo riprendere il prima possibile, quando chiaramente ci saranno le condizioni per portare a termine la competizione in modo regolare. Questa è la nostra posizione. Ovviamente non dipende da noi perché la ripresa è un evento che si innescherà a cascata dal Governo, poi dalla Figc e per ultimo dalle Leghe. Con un po’ di buona volontà, quando la situazione sarà migliorata e stabilizzata, con delle soluzioni idonee si potrà riprendere il torneo».
Ha parlato di soluzioni idonee, tra queste c’è anche quella di giocare tutte le restanti gare del campionato a porte chiuse?
Io penso che si riprenderà e si terminerà il campionato a porte chiuse. Questa personalmente per me è una cosa scontata. Il tema è creare degli scenari per poter riprendere e concludere in sicurezza.
Dunque c’è la possibilità anche di giocare in quelle aree d’Italia meno colpite dal coronavirus?
Giocare nelle regioni poco colpite può essere una delle ipotesi. Bisogna studiare fin da ora tutte le possibilità. In questa fase di attesa abbiamo il tempo necessario per poter ipotizzare qualsiasi tipo di soluzione, in modo da farsi trovare pronti quando poi saremo chiamati a decidere e ad attuare ciò che tutti all’unanimità abbiamo votato.
Presidente, una scelta simile comporterebbe anche un’organizzazione logistica minuziosa.
Bisogna studiare gli scenari. Se si decide di concentrare tutte le attività in determinate aree geografiche, bisognerà anche pensare agli allenamenti e quindi spostarsi li dove si gioca. Questo per ridurre al minimo i rischi per i calciatori e tutto lo staff. Ripeto, sono soluzioni che stiamo valutando, su cui si discute praticamente ogni giorno, sia nelle riunioni formali e sia in quelle informali. Dobbiamo farci trovare pronti.
Dopo le varie riunioni tenute in queste ultime settimane, si viaggia verso due date per la ripresa, con l’ipotesi concreta di giocare anche tre gare a settimana.
Noi stiamo vivendo un evento eccezionale. Non possiamo ragionare con i canoni ordinari, bisogna adottare canoni eccezionali, anche in deroga. Una deroga limitata nel tempo, però, necessaria solo in questa fase di emergenza, altrimenti non ne usciamo. Quindi se si dovrà giocare tre gare a settimana si giocheranno tre gare a settimana. Purtroppo è avvenuto un terremoto e quando c’è un terremoto ci vogliono leggi eccezionali. Siamo chiamati tutti a fare dei sacrifici, le società, i calciatori. Quindi se si presenterà la necessità di concentrare più gare in pochi giorni, per riuscire così a terminare la stagione regolarmente, questa cosa si farà senza problemi. Su questa possibile scelta, per la Lega B c’è uniformità di pensiero. Tutti vogliamo finire il campionato e guadagnarci quello che ci siamo meritati sul campo, nel bene e nel male.
Qualche giorno fa c’è stata una riunione di Lega per confrontarvi su tutti questi temi. Quando vi siete dati nuovamente appuntamento?
Nei prossimi giorni sicuramente verrà convocato un Consiglio Direttivo formale e un’assemblea per fare il punto della situazione, sperando che il quadro si sia chiarito in termini di tempi. Noi dobbiamo aspettare le decisioni di altri soggetti istituzionali, in primis il Governo, e poi di conseguenza ci muoveremo come Lega B.
C’è anche un altro aspetto che in queste settimane tiene banco: quello relativo al taglio degli stipendi.
Senza dubbio è uno dei tanti temi trattati in questo momento. Stiamo facendo delle valutazioni e stiamo anche analizzando tutti gli scenari con l’Associazione Calciatori. È tutto in divenire. Quando sarà definito il quadro faremo delle valutazioni più specifiche. Mi lasci dire una cosa a cui tengo in maniera particolare. Noi stiamo vivendo sicuramente un evento epocale. È una tragedia assoluta, perché stiamo parlando di migliaia di morti, ma ritengo che per il mondo del calcio questa sia un’occasione unica. Nulla sarà come prima, quindi in questa tragedia c’è un unico dato positivo che è quello che possiamo cercare di riequilibrare il mondo del calcio, che per alcuni aspetti aveva assunto dinamiche e dimensioni sproporzionate. Può essere un’occasione per migliorarci come sistema calcio, e diventare così un sistema più sostenibile ed equilibrato. Non approfittarne sarebbe un vero peccato.
Un’occasione per ridimensionare i costi?
Nella tragedia c’è un altro dato da tener presente. Io non punterei ad un campionato migliore o peggiore. È cambiato il mondo a livello internazionale. A Roma, per esempio, ci sono negozi in affitto nella famosissima via Condotti, il salotto dello shopping romano. Gli affittuari, ovvero i conduttori che poi sono i grandi marchi della moda internazionale, stanno contrattando tutti i proprietari degli immobili, dicendo che non pagheranno gli affitti in questo periodo di chiusura e che non appena passerà l’emergenza Coronavirus si dovranno rivedere per ridiscutere dei contratti di locazione, ritoccandoli al ribasso. Ora, proiettiamo tutto questo al mondo del calcio. Nei prossimi due anni non avremo i ricavi che abbiamo ora. Questo fa saltare il sistema se non abbassiamo i costi di gestione. Se non utilizziamo questo momento per cambiare la rotta, allora tante società rischiano veramente il fallimento. Per questo motivo bisogna mettersi tutti una mano sulla coscienza e ognuno rinunciare a qualcosa per rimettere in equilibrio il sistema. Voglio chiudere facendo un altro esempio. Quando tutto finirà e torneremo alla normalità, quante persone avranno la possibilità economica di acquistare il biglietto per venire allo stadio? La conseguenza di tutto questo, per le società di calcio, sarà un abbassamento dei ricavi dal botteghino. Meno entrate, quindi, che andranno a sommarsi a minor investimento da parte degli sponsor. Automaticamente anche le tv, con tutta probabilità, ritoccheranno verso il basso i contratti per i diritti televisivi delle gare. Tutti tagli che incideranno sulle casse delle società.

(Dal Quotidiano del Sud-l’ALTRAVOCE della tua Città)