Migrazioni e famiglia, la comunità senegalese incontra le istituzioni

Si è svolto ieri presso il Comune di Salerno un convegno che ha trattato da diversi punti di vista il tema della famiglia. La comunità senegalese ha deciso di raccontarsi alle istituzioni salernitane non riproducendo tratti culturali più o meno tradizionali, ma mettendo in gioco bisogni, criticità, e aspirazioni sociali.

0
409

Il 19 dicembre alla Sala del Gonfalone del Comune di Salerno c’è stata un’importante giornata di condivisione e scambio tra le istituzioni cittadine e la popolazione senegalese residente nell’area urbana locale. Nell’ambito del Progetto ONI Campania (Osservatorio sulle nuove italianità in regione Campania), l’Associazione senegalesi di Salerno ha organizzato il convegno dal titolo “Migrazioni e unità familiare”. Il convegno, sostenuto da Regione Campania e Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’infanzia e l’adolescenza, ha trattato da diversi punti di vista il tema della famiglia. I lavori, aperti da Patrizia Stasi, presidente della Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’Infanzia, sono entrati nel vivo con l’intervento del prof. Gennaro Avallone, che ha messo in relazione il concetto di famiglia alla condizione dei migranti, evidenziando l’interdipendenza tra l’inclusione socio-lavorativa delle comunità migranti nei nostri territori e il benessere della famiglia allargata nei contesti d’origine. Partendo da quest’intervento, si è aperto un dibattito moderato in maniera egregia da Antonio Bonifacio, tra le istituzioni salernitane e i rappresentanti della comunità senegalese campana.
I temi toccati da Waly Ndiaye, segretario generale dell’Associazione senegalese di Caserta, El Hadji Omar Ndiaye, Presidente onorario associazione senegalese di Napoli, e Daouda Niang, presidente dell’Associazione senegalese di Salerno e organizzatore principale dell’evento, hanno portato alla ribalta discorsi finora poco praticati nelle sedi istituzionali. La comunità senegalese ha messo in luce cosa significa fare famiglia in Campania nelle migrazioni, ha mostrato le aspirazioni dei figli, le paure dei genitori, le pratiche di cura, sostegno e fatica quotidiana. Questa “normalità” raccontata dai rappresentanti delle associazioni senegalesi campane è sembrata in un certo senso rivoluzionaria. Si sono messe al centro le nuove italianità che stanno emergendo, il fatto che i figli dei senegalesi sognano la Salernitana o il Napoli quando giocano al calcio in strada con i loro compagni. Si è ribadito che non è l’aiuto quello che serve, ma il riconoscimento del fatto che la comunità senegalese faccia parte del territorio.
Insomma, è emersa la necessità, ribadita anche dall’intervento di Paola de Roberto, presidente della commissione politiche sociali del comune di Salerno, di fare fronte comune contro razzismo e xenofobia, di creare ponti, di pensare pratiche comuni. Parole ribadite anche da Sindaco Vincenzo Napoli che chiudendo i lavori ci ha tenuto ad evidenziare il fatto che la casa comunale sia anche la casa della comunità senegalese salernitana.
La giornata di oggi ha mostrato in maniera inequivocabile che è possibile impostare la relazione tra comunità migranti e locali in forme nuove. La comunità senegalese ha deciso di raccontarsi alle istituzioni salernitane non riproducendo tratti culturali più o meno tradizionali, ma mettendo in gioco bisogni, criticità, e aspirazioni sociali. Una “deviazione” che diventa pratica di emancipazione dallo sguardo culturalista con il quale si affronta di solito il discorso sulle migrazioni. L’evento di oggi è stato il primo tassello di una possibile alleanza tra istituzioni salernitane e comunità migranti che si basi su un fronte comune d’azione piuttosto che sul mero “aiuto” dell’una verso l’altra. Un’alleanza che parta dalla lotta al razzismo e dalla difesa comune della dignità delle persone. Se tutto ciò si tradurrà in una possibile pratica di decolonizzazione del rapporto tra istituzioni e comunità migranti è tutto da vedere. Ma sicuramente è possibile affermare che la giornata di oggi abbia rappresentato un inizio incoraggiante.