Migrazioni, presto una rete made in Salerno

Lavoro frenetico per creare una Fondazione per salernitani e campani nel mondo che recuperi un rapporto con i nostri “cugini” all’estero, dia luogo a scambi culturali ed economici, freni l’emorragia dell’emigrazione, lo spopolamento dei paesi, crei una mediateca che sia incubatore di un nuovo umanesimo e un modello culturale da poter esportare altrove.

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Occorre una nuova cultura diffusa per trasformare l'antica piaga delle migrazioni in occasioni produttive di scambio e di inter-cultura

Si stanno incrociando diversi fatti in questo periodo collegati tra loro. I 115 ragazzi italiani giunti a Palermo dal 16 al 19 aprile scorsi per creare una rete di giovani italiani nel mondo, un obbiettivo del Cgie (Consiglio Generale degli italiani all’Estero). Il vibrante intervento del sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha ospitato e incoraggiato questa iniziativa e che presto inviterò a Salerno con Maria Chiara Prodi, nipote di Romano che vive a Parigi e che ha un ruolo importante nel Cgie ed è stata l’anima del seminario palermitano. Qualche giorno fa la pronipote della scrittrice Annamaria Ortese è stata intervistata da Natascia Festa sul Corriere del Mezzogiorno. “È in atto una diaspora di persone qualificate che stanno abbandonando l’Italia perché non trovano lavoro”. Ma di questo Salvini e company non si impensieriscono. Sono concentrati a fermare qualche nave di migranti. Bella la lettera sul Corriere della Sera di un giovane che scrive: “Invece di fermare i migranti Salvini fermi noi giovani che silenziosamente ce ne andiamo da questo schifo di Paese che non offre nulla ai giovani”. E poi gli studi sul futuro dell’Italia tra cui l’ultimo di Bankitalia. “Paese di vecchi a cui non potrà essere garantita più la pensione”.

Le migrazioni interne sono continuate con progressione crescente anche a partire dagli anni ’80 ai nostri giorni

E già! Se in uno Stato il lavoro dei giovani paga le pensioni degli anziani e se i giovani se ne vanno in massa stabilite un poco voi quello che accadrà! E i partiti litigano su cose futili e volgono lo sguardo da un’altra parte perché è meglio non scontrarsi con problemi seri del Paese. Tanto stando alle previsioni la pensione d’oro non la prenderanno neanche loro! Siamo in una piena rivoluzione silenziosa di giovani che scappano dal Belpaese, abbiamo impedito a generazioni di farsi strada e lavorare in Italia, i tycoon come l’ex rettore Pasquino pensano a candidarsi, alcuni personaggetti si consegnano alla Lega in queste europee di fine maggio, altri 80 e 90 enni invece di godersi la pensione (che ancora la prendono) vogliono stare ancora sulla cresta dell’onda. Mentre la classe dirigente indiana è composta da trentenni. Ma cosa importa a questo vecchiume di politici, di burocrati, di gente dello spettacolo dei giovani! Se ne vanno altro che se ne vanno. 700 mila solo a Londra.

Il sindaco di Salerno Enzo Napoli sostiene il progetto per la costituzione di una Fondazione e di una Mediateca dedicate allo studio delle migrazioni e alla costituzione di una rete inter-culturale

Qualche politico si è accorto di questo e vuole rimediare. È un galantuomo, un uomo di cultura, un politico di stile. Si chiama Enzo Napoli ed è il sindaco di Salerno, città sotto l’egida deluchiana. Il buon sindaco di Salerno nel Convegno “Storie e memorie dell’emigrazione salernitana” svoltosi a Palazzo S. Agostino sede della Provincia di Salerno ha tenuto un intervento denso di umanità, di passione, di presa di coscienza della gravità della situazione ed ha sposato il mio progetto di creare una Fondazione per i salernitani e campani nel mondo che recuperi un rapporto con i nostri “cugini” all’estero, dia luogo a scambi culturali ed economici, freni l’emorragia dell’emigrazione, lo spopolamento dei paesi, crei una mediateca che sia l’incubatore di un nuovo umanesimo e un modello culturale da esportare altrove. Da Palazzo S. Lucia gli fa eco l’assessore al turismo Corrado Matera che appoggia il progetto, anzi lo fa proprio e lo proporrà alle comunità campane negli States e in Sud America. I responsabili di archivi e centri dell’emigrazione in provincia di Salerno tra cui Grazia Moffa (Centro Studi emigrazione UNISA) Antonio Elefante (Unisa), Nino Melito Petrosino (Museo Joe Petrosino), Luigi Gatto (Museo emigrazione Centola), Rosa Pinto( isituendo Museo di Novi Velia) , Felice De Martino (Fondazione Gagliardi) Centro Studi Pascal D’Angelo di Mercato S. Severino e altre realtà campane si coalizzano per creare una rete. Dall’altra sponda dell’oceano Pietro Costa e Tiziana Rinaldi creano un ponte con la loro iniziativa di Bacas che agisce tra New York e il Castello Macchiaroli di Teggiano.

Alle vecchie migrazioni si sovrappongono le nuove: problematiche e motivazioni diverse, ma resta identica la frattura che si crea con le comunità di origine

La Provincia ha tenuto a battesimo l’iniziativa con il vicepresidente Carmelo Stanziola, tra l’altro sindaco di Centola, uno tra i comuni del Cilento e Vallo di Diano che diedero braccia alle Americhe. A Salerno ci sono locali di proprietà del Comune chiusi e fondi europei da intercettare. La mediateca e la Fondazione si faranno anche contro la volontà di qualche congrega. “E non accetteremo-sostengono- iniziative pseudoculturali calate dall’alto in un territorio come Cilento e Vallo di Diano- i vari Sgarbi e altri personaggi vadano altrove a proporre i circhi mediatici. La Regione non è un bancomat- Qui bisogna investire in quello che c’è già per preserv arfe l’identità culturale e creare prospettive serie per il futuro”. Ne sono convinti molti amministratori anche di fede deluchiana che promettono di presidiacreare una Fondazione per i salernitani e campani nel mondo che recuperi un rapporto con i nostri “cugini” all’estero, dia luogo a scambi culturali ed economici, freni l’emorragia dell’emigrazione, lo spopolamento dei paesi, crei una mediateca che sia l’incubatore di un nuovo umanesimo e un modello culturale da esportare altrovere Palazzo S. Lucia con le fasce tricolori pur di tutelare i piccoli Comuni, linfa vitale del nostro Sud.