Mister Ventura: “Sogno un Arechi con 30mila spettatori”

Il nuovo tecnico granata è stato presentato questa mattina al Centro sportivo Mary Rosy. Presente anche il patron Claudio Lotito che ha lanciato un accorato appello alla piazza: "È il momento di remare tutti dalla stessa parte per raggiungere il risultato a cui tutti aspiriamo".

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Presentato questa mattina presso il centro sportivo Mary Rosy, il nuovo tecnico della Salernitana, Giampiero Ventura, alla presenza del patron Claudio Lotito. E partiamo proprio dalla fine, o meglio dire dall’inizio. Si perché tra i fautori dell’arrivo in granata di Giampiero Ventura c’è proprio lui, Claudio Lotito. Uno dei principali sponsor quando il tecnico genovese fu scelto per guidare le Nazionale italiana, in quella che rappresenta forse una delle pagine più brutte della storia azzurra, ed ora cerca il rilancio qui a Salerno. L’uomo giusto al posto giusto secondo Lotito che lo presenta così. “Ventura è un uomo di calcio, non di pallone. Potrà favorire la crescita di tanti giocatori che spesso non trovano conferma sul campo perché vengono impiegati male, Ventura investe sulle persone e le fa rendere al massimo. Sono qui per testimoniare un’investitura diretta, senza intermediari, anche perché il nostro rapporto nasce da lontano e al di là delle speculazioni, nella vita contano i fatti e Ventura è uno degli allenatori che ha vinto più di tutti, che ha dato qualità alle squadre, valorizzando calciatori. È nostra intenzione ripartire con del sistema, anche perché si vince tutti insieme, con l’apporto di società, staff tecnico e tifosi. È il momento di remare tutti dalla stessa parte per raggiungere il risultato a cui tutti aspiriamo. La società non ha mai lesinato investimenti, anche sotto il profilo delle strutture. La pressione ambientale non sarà un problema, perché la squadra deve avere un’anima, e questo trovando persone compatibili con il nostro progetto. Il mister inoltre ha un ricco premio in caso di promozione”. Ed ha un primo obiettivo Ventura, quello di riportare all’Arechi il pubblico delle grandi occasioni. “Sono felice d’esser qui a Salerno e di tornare a fare quel che ho sempre fatto, allenare tutti i giorni per cercare di produrre. L’ultimo anno può avere annacquato o cancellato qualche cosa ma tutto questo non dentro di me. Anzi, dentro di me ha creato un effetto contrario aumentando la rabbia e la determinazione. Dunque, quale piazza migliore di Salerno? Voglio riuscire con i fatti, non con le parole, a rivedere lo stadio pieno. Vorrei esser ricordato come colui che ha riportato i 25-30mila all’Arechi”.