Navigator in allarme, nel contratto sbuca lo spauracchio De Luca

Giallo per gli assistenti tecnici al reddito di cittadinanza in Campania: Anpal invia due volte l'atto da sottoscrivere per avviare la collaborazione. Ma solo nella seconda versione spunterebbe fuori la Regione, con il potere di determinare la risoluzione contrattuale

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Navigator campani, arrivano i contratti, dopo la tormentata intesa Regione-Anpal. Siamo all’happy end? Non proprio, perché una clausola allarma i 471 vincitori di selezione. Infatti L’atto prevede la risoluzione automatica del rapporto con Anpal, qualora la Regione si dichiari indisponibile ad accettare l’assistenza tecnica. Un passaggio contrattuale sbucato fuori nell’ennesimo giallo della vertenza. Con esso, si rimetterebbe il destino dei navigator nelle mani del governatore De Luca. E fonti Anpal parlano di una clausola di salvaguardia: ancora non sono siglati gli «specifici accordi» con la Direzione generale Lavoro della Regione, cui la delibera di giunta affida il compito di stipulare le intese per la consulenza tecnica.

Il giallo dei due contratti, il ruolo della Regione. Tutto inizia con l’invio telematico dei contratti agli aventi diritto. La data di protocollo è del 20 novembre, la modalità prevista è quella della firma digitale. Ma subito c’è un intoppo: Anpal Servizi trasmette agli interessati una copia contenente un errore. Quindi, protocollate il 22 novembre, partono nuove copie. Il loro oggetto specifica: “Errata corrige” dell’incarico spedito in precedenza. Ci sarebbe un problema: alcuni navigator avevano già sottoscritto il primo contratto. Nulla di grave, se la differenza consistesse in un errore materiale, corretto dalla seconda copia.  Ma qualcuno sostiene che sarebbe una variazione sostanziale, all’articolo 13, relativo ai casi di automatica risoluzione del contratto. «Le Parti – si legge – convengono espressamente che la collaborazione si risolva in caso di sopravvenuta impossibilità della prestazione oggetto dell’incarico, dovuta anche a sospensione o a chiusura anticipata dell’intervento di riferimento, ovvero in assenza della disponibilità della Regione ad accettare l’assistenza tecnica». Sotto la lente c’è proprio il richiamo alla Regione Campania, con cui i navigator hanno relazioni tese, da sempre. Per taluni, l’inciso non c’era nella prima versione dei contratti. Ad alimentare i dubbi, si portano i modelli per le altre regioni. Sono schemi contrattuali utilizzati un po’ ovunque. In queste ore circola, ad esempio, il contratto proposto in Sicilia. La disciplina della risoluzione – anche qui all’articolo 13 – non menziona la Regione. In Campania invece sì, assegnando un peso decisivo a Palazzo Santa Lucia, cui fanno capo i centri per l’impiego. Nei cpi provinciali, per la ferrea resistenza di De Luca, i navigator non metteranno piede. Ma l’accordo Regione-Anpal consente l’accesso al database delle strutture regionali, connettendosi alla rete. Un passo necessario per l’assistenza tecnica ai percettori del reddito di cittadinanza, il cui obiettivo è l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Va da sé: di eventuali controversie tra navigator e Anpal, alla Regione non vogliono sentirne parlare, ritenendosi estranei al rapporto di collaborazione.

 

Fonti Anpal: «Mossa cautelativa». Intanto fonti Anpal confermano questa “clausola di salvaguardia”. Ad oggi l’agenzia nazionale non ha firmato gli «specifici accordi» con la Direzione generale Lavoro della Regione, cui una delibera di giunta demanda la stipula di intese di consulenza tecnica. Intese indirizzate non solo al capitolo Rdc, ma a diversi campi, come i lavoratori svantaggiati. «Serve – spiegano – una copertura politica ai funzionari regionali, senza la quale non loro non si assumeranno questa responsabilità.  “Serve – spiegano – una copertura politica ai funzionari regionali, senza la quale loro non si assumeranno questa responsabilità. Anpal fornisce un’assistenza tecnica, se la Regione consente di farlo bene, ma se non lo consente deve prendersi una garanzia”. ».  Le ipotesi di accordo sono svariate, riguardano anche il periodo di formazione dei navigator, in parte da svolgersi nei centri per l’impiego. Aspetti tecnici, ma decisivi. Quindi l’Anpal si vuole cautelare, in caso di nuove obiezioni di Palazzo Santa Lucia. Pesa, indubbiamente, il lungo braccio di ferro con De Luca. Dettaglio non secondario: solo a carte firmate, il ministero del lavoro trasferirà a Santa Lucia 11 milioni di euro, stanziati dalla legge sul reddito di cittadinanza. Tuttavia c’è una data per il via al training dei navigator campani, in ritardo di 4 mesi sui colleghi del resto d’Italia. È il 3 dicembre, alla presenza del ministro del lavoro Nunzia Catalfo. «L’assenza di una convenzione sottoscritta dalla Regione – afferma il capogruppo regionale del M5s, Valeria Ciarambino -, la fumosità della delibera con cui la giunta sembra dare il via libera, non lasciano tranquilli Anpal. Se domani De Luca si sveglia e decide che i navigator non possono accedere alle banche dati dei centri per l’impiego, e l’Anpal li ha assunti, si rischia il danno erariale, perché la legge prevede che queste persone siano impiegate nel supportare i centri per l’impiego nel reddito di cittadinanza. Siamo ancora a questo punto vergognoso per colpa del governatore».