Negli appalti Covid una miniera di abusi

Ospedali a blocchi decisi per il solo gusto di spendere: 7 milioni in più spesi per camuffare l’inutilità dell’opera

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L’inchiesta sull’emergenza Covid in Campania è molto più complessa di quanto appaia e potrebbe portare a sviluppi importanti già nei prossimi giorni. L’ipotesi del reato di turbativa d’asta, contestata agli indagati, sarebbe il passepartout per entrare in un mare magnum di contraddizioni e di illegalità suscettibili di nuove valutazioni dei pm e di formulazioni di reati più gravi. E da questo punto di vista il carteggio tra l’azienda vincitrice dell’appalto degli ospedali a blocchi, la Med, e la Regione Campania sembra essere una miniera. In particolare, si starebbe approfondendo il capitolo delle numerose e continue modifiche alle quali è stato sottoposto il progetto originario per nascondere l’inutilità dell’opera. Modifiche relative ai blocchi ospedalieri di Napoli, Caserta e Salerno che, di fatto, avrebbero modificato totalmente il contenuto dell’appalto e la natura delle opere, elevando il costo dei lavori da 18 a perlomeno 25 milioni di euro.
Le prime modifiche furono chieste ufficialmente dal direttore generale dell’Asl Napoli 1 Verdoliva per i blocchi dell’Ospedale del Mare di Napoli. In una documentazione, tirata fuori per la prima volta dal servizio di Fanpage, tali modifiche venivano riferite ad una volontà emersa da una riunione dell’Unità di crisi, alla quale parteciparono l’ingegnere Roberta Santaniello, dirigente del gabinetto del presidente Vincenzo De Luca, e il consigliere regionale Luca Cascone. Da qui, l’accusa per questi tre indagati di turbativa d’asta, ipotesi di reato affibbiata anche a Cascone che, come tutti sanno, non aveva alcun ruolo ufficiale per partecipare a tali incontri se non la sua centralità politica nel progetto deluchiano.
Le modifiche richieste originavano dalla necessità di attribuire una funziona a strutture nate come terapie intensive per 72 nuovi posti, in una regione, la Campania, comunque a basso contagio e con una curva in drastica riduzione già dal 5 aprile. In una dichiarazione del 20 aprile, lo stesso direttore generale Verdoliva fu costretto dalle evidenze ad annunciare che quel progetto “non è più utile”, per cui, in corso d’opera, gli ospedali avrebbero dovuto essere ripensati per la cura di altre patologie. Ammissione che, di fatto, annullava il bando e i capitolati esistenti. Queste modifiche avrebbero avuto bisogno, però, di alcune approvazioni formali, in particolare della Soresa, sentite altre figure tecniche essenziali nella procedura, il DEC e il RUP. Soresa ora sostiene di non aver ricevuto documentazione da questi ultimi, per cui ufficialmente nessuno ammette di aver chiesto le modifiche delle opere, che hanno visto lievitare i costi di circa 7 milioni. Modifiche, quindi, fatte ma non autorizzate, costi altissimi e tempi di consegna non rispettati (era stati fissati in 18 giorni). A questo si aggiunga il dato non trascurabile che, al netto di Napoli (solo qualche ricovero), le strutture di Salerno e di Caserta non funzionano e non potranno funzionare per mancanza di collaudi e per opere essenziali non realizzate. Nei blocchi di Salerno, il Quotidiano documentò infiltrazioni di acqua piovana e non risultano effettuati gli attacchi alla rete fognaria.
Al di là dei reati, uno spreco di denaro pubblico che grida vendetta. Opere inutili e inutilizzabili progettate per il solo gusto di spendere. “Non riguardano i cittadini ma altri”, disse il noto infettivologo Luigi Greco, ingaggiato per l’epidemia al “Ruggi” e poi estromesso per aver denunciato l’incompetenza e le zone d’ombra della gestione emergenziale.
Naturalmente, l’osservatorio della Procura di Napoli è più ampio e riguarda altri sprechi colossali, in primo luogo quello dei tamponi, per cui risultano indagati, per altri appalti a dir poco sospetti, il direttore dell’istituto Limone e il veterinario di Montecorvino Rovella, Pellegrino Cerino, assurto a ruoli decisivi nella gestione Covid, personaggio già coinvolto in un altro grave processo per i rifiuti (e poi assolto), molto vicino alla centrale politico-istituzionale costruita nel tempo dal governatore De Luca.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)