Nodo liste pulite, niente intesa Fi-Lega

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Il centrodestra resta impantanato sul nodo “liste pulite”. Fumata nera dal vertice romano tra Stefano Caldoro e i partiti della coalizione. Al tavolo del candidato i coordinatori regionali: Domenico De Siano per Forza Italia, Iannone per Fratelli d’Italia e Molteni per la Lega. Toni cordiali, durante il confronto. Ma gli alleati non riescono a trovare la quadra. La ragione, è ancora l’irremovibilità di Salvini. Il capo leghista pretende di epurare, dalle liste, le presenze più ingombranti. Nel mirino c’è proprio Forza Italia, dove regnano i Cesaro, su cui pendono alcune inchieste giudiuziarie. L’ultima bordata due giorni fa: «Non mi interessano le polemiche ma l’importante è che ci siano liste pulite e che in Campania, l’epoca dei Cesaro e dei Cosentino è finita». Il veto di Salvini cade su Armando Cesaro, capogruppo forzista, figlio del senatore Luigi. La sua dote, 5 anni fa, ammontava a 30mila voti. «Questa mattina ho incontrato i rappresentati dei partiti che mi hanno indicato come candidato presidente – spiega Caldoro a margine di un incontro pubblico a Napoli-, e nella riunione abbiamo iniziato a fare il punto della situazione, chiaramente per vedere il primo appuntamento. Martedì faremo la conferenza stampa. Abbiamo iniziato a mettere giù le basi per l’appuntamento di martedì con temi più politici e organizzativi della coalizione» . Una settimana è «il tempo giusto per organizzare l’evento, dobbiamo trovare una location adatta» . Più di tanto, Caldoro non può dire. Una spia delle difficoltà è il rinvio della presentazione ufficiale del candidato. Questa è l’ora della diplomazia, e al centrodestra serve tempo. Tempo e ragionevolezza, per evitare di lasciare feriti sul campo. La grana non si risolverà a stretto giro, occorre pazienza. Anche se dalla coalizione si sforzano di essere ottimisti, sperando di trovare la soluzione entro la settimana prossima. Intanto, parte la conta interna. A sostegno di Caldoro, sinora, sei liste: oltre a Fi, FdI e Lega, anche l’Udc, Caldoro Presidente e i centristi di Rotondi e Pionati. Si lavora, inoltre, ad una settima lista.
La Lega contro De Luca. Aperta la campagna elettorale, si moltiplicano gli attacchi. In attesa di ricomporre le frizioni interne, nel centrodestra partono bordate contro De Luca. Ed è la Lega ad aprire le danze, puntando il dito sulla zona rossa di Mondragone, causa focolaio Covid. «Il governatore che perde tempo a insultare la Lega e a lanciare slogan sui lanciafiamme anti-assembramenti – dichiara Salvini -, dovrebbe spiegare come mai non riesce a risolvere neppure il problema di Mondragone, provincia di Caserta, dove i cittadini italiani sono esasperati perché chiusi in casa per motivi sanitari mentre alcuni immigrati violano le regole come se nulla fosse. Dal caos rifiuti ai troppi ospedali chiusi, dalle ordinanze contro le pizze a casa al flop dei controlli, dagli insulti al sottoscritto agli accordi con i Mastella e i De Mita: i campani si meritano un governatore serio e non un battutista». Sulla scia Severino Nappi. «Quando le autorità regionali peccano di eccessivo permissivismo e chiudono un occhio – sostiene l’ex assessore al lavoro – finisce che si creano ghetti nei quali non vige più nemmeno la legge italiana. E’ successo a Mondragone, in provincia di Caserta, dove migliaia di cittadini sono chiusi in casa perché rischiano la loro salute mentre un gruppo di immigrati sono lasciati liberi di muoversi e, evidentemente, di contagiare gli altri. Il focolaio di Mondragone va gestito, i cittadini tutelati: Vincenzo De Luca la smetta di perdere tempo coi suoi show sui social network, di insultare Matteo Salvini, la Lega e tutti gli altri sperando di distrarre l’attenzione dai tanti guai della Campania e faccia quello per cui viene pagato prima che sia troppo tardi».

(Il Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)