«Nomina illegittima. Via De Gregorio»

Il difensore civico chiede a De Luca di annullare la nomina: atti in Procura. Al presidente Eav anche l’incarico di direttore generale: stipendio triplicato

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Ricorso contro la nomina a direttore generale dell’Eav di Umberto de Gregorio, anche presidente della holding regionale dei trasporti. Il difensore civico della Regione manda gli atti alla procura ordinaria, e a quella della Corte dei conti. È l’esito della lunga istruttoria di Giuseppe Fortunato, cominciata due anni fa. Il difensore civico contesta sia la presunta assenza di requisiti, per de Gregorio, sia il mancato espletamento del concorso, per assegnare la carica. De Gregorio avvicendò il dimissionario Pasquale Sposito, subito nominato direttore operativo centrale. Un posto «con le stesse funzioni tipiche – sostiene il difensore civico – del Direttore Generale». Nel mirino il presidente della commissione Trasporti della Regione, Luca Cascone, fedelissimo del governatore De Luca. «Si è, così, consumata una singolare commedia (intitolabile pirandellianamente: Sei personaggi in cerca di Direttore) che – si legge nel provvedimento – ha violato in radice ogni principio di legalità, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione». Fortunato sottolinea: «Non solo non si è attinto alla graduatoria ma non è stato neppure più ritenuto necessario, neppure in seguito, il concorso e neppure una procedura comparativa». A Cascone, delegato dalla giunta, rimprovera la nomina di de Gregorio, nell’assemblea del 13 luglio 2018: «Non ha neppure considerato che il precedente parere dell’Avvocatura Regionale del 5 aprile 2017, già aveva chiarito, specificamente per il ruolo di Direttore Generale dell’Ente Autonomo Volturno, che occorreva applicare» la norma (dpr 30 marzo 2001) «che prescrive la procedura selettiva pubblica». Il consigliere regionale rappresentava la Regione, azionista unico della società. Quell’assemblea si riunì «alla presenza costante e sotto la Presidenza del dott. Umberto De Gregorio». A de Gregorio si imputa: «Era anche documentalmente e compiutamente ben consapevole della nullità della nomina del Direttore Generale senza la procedura selettiva pubblica». Questo risulterebbe da una nota dell’azienda, firmata dallo stesso presidente, e dal Direttore Risorse Umane e Legale, «in riscontro a una richiesta informativa a seguito di un’interrogazione di un consigliere regionale». Fortunato rileva «che, ancora oggi, sono stati attualmente banditi più concorsi per dirigenti ma non quello di Direttore Generale». Secondo il difensore civico, de Gregorio non potrebbe nemmeno fare il dg dell’Eav: sarebbe privo dell’esperienza quinquennale da dirigente di enti o aziende pubbliche, imposta dalla legge nazionale. Fortunato, inoltre, ritiene arbitrario l’utilizzo di una delibera Anac, dell’ottobre 2017, per legittimare l’operazione de Gregorio. Un atto relativo una nomina dell’Atac, azienda di trasporti pubblici di Roma capitale. Il caso riguarda la «nomina con deliberazione del consiglio di amministrazione aziendale (e non dell’Ente socio) in un caso di nomina dell’assente Direttore Generale (e non di assenza successiva)». Il giudizio sulla gestione dell’Eav è assai duro: sarebbe «propria di un clan e non di una pubblica amministrazione, per il rapporto di lavoro instaurato, come risulta da un accesso agli atti, per il Direttore Generale non risulta esistente alcun contratto di lavoro». E ci sarebbe una «dolosa consapevolezza di tutti quanti hanno formata o rappresentata la volontà dell’Ente unico socio Regione Campania». A dimostrarlo, una presunta «norma ad personam», inserita nello statuto dell’Eav, per «cercare di coprire il dott. De Gregorio». Una modifica su proposta del medesimo presidente-direttore, approvata con delibera dell’aprile 2019, con cui si prevede che la «carica di Direttore Generale può essere ricoperta dal Presidente dell’Ente Autonomo Volturno, senza cumulo dei relativi emolumenti». «Ma ovviamente – chiosa il difensore civico – tale sopraggiunta norma statutaria non può legittimare la nomina antecedente né Ia previsione di tale sopravvenuta facoltà esonera dal rispetto delle procedure e dei requisiti legalmente stabiliti». Ma c’è dell’altro. De Gregorio viene definito «incontenibile». Ironizzando sul doppio ruolo, Fortunato osserva: «Il Direttore Generale- non sappiamo se di nascosto del Presidente — si è anche autonominato Direttore delle Risorse Umane e Organizzazione il 10 gennaio 2020, realizzando in sé un trio esemplare di alti responsabili». In pratica, occuperebbe la poltrona di dg «illecitamente», per «sconosciuti meriti sul campo». Tutto ciò «significa non avere alcun rispetto degli utenti», alle prese con i viaggi in Cumana e Circumvesuviana. Tratte da anni bersaglio di proteste dei viaggiatori.
Pertanto, Fortunato invita De Luca a «dichiarare e far dichiarare nulla» la nomina di de Gregorio. Cascone, de Gregorio e gli altri interessati hanno tempo fino al 28 giugno, per presentare memorie, atti e documenti: «Saranno attentamente valutati». Idem per quei cittadini «che hanno segnalato disfunzioni dei trasporti» dell’Eav. Per effetto della nomina, il manager è passato da un’indennità di 43.000 euro l’anno, come presidente, a 140.000 euro. Cui si aggiungerebbero «altre 47.000 euro annue per misteriose altre cariche, oltre che 5.242,16 euro per viaggi e missioni)». Sulla vicenda, all’epoca, de Gregorio disse: «Tutto legittimo, come chiarito dall’Anac».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)