Non sottovalutate la fibromialgia

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La Fibromialgia (FM) o Sindrome fibromialgica o “Sindrome di Atlante” è una patologia multifattoriale caratterizzata da aumento della tensione muscolare, con dolore di tipo fluttuante, a percezione aumentata, associato ad astenia, disturbi del sonno, ipersensibilità agli stimoli e calo dei livelli di serotonina, con conseguenti stati di ansia associata a depressione, patologia, quest’ultima, per lungo tempo considerata causa anziché effetto della patologia. Ne soffre una percentuale significativa, dal 2 al 5% della popolazione generale, al 90% di sesso femminile. Le sedi del dolore maggiormente coinvolte sono colonna vertebrale, spalle, cingolo pelvico, braccia, polsi, cosce. L’insorgenza è di norma in età adulta, più raramente in età pediatrica e durante l’adolescenza e viene attualmente indicata al secondo, terzo posto delle patologie reumatiche. L’insorgenza di problematiche di natura psicologica, legate al continuo stato algico, è molto comune in chi soffre di FM. I trattamenti per la sindrome fibromialgica sono di varia natura e tuttora in fase di valutazione, è fondamentale che il paziente stia a riposo se molto stanco o con dolori acuti, ma mai immobilizzato, per non ampliare il sintomo di rigidità. Vengono suggeriti esercizi di stretching che coinvolgono i muscoli dolenti, distendendoli e rimanendo in tale posizione per 30 secondi, ripetendo più volte l’esercizio. L’attività fisica deve essere continuativa ma non intensa, progressivamente aumentata senza eccessi. Una percentuale di malati risponde positivamente a tecniche di rilassamento e yoga. Fondamentale è il recupero del sonno. Il paziente deve evitare lavori troppo pesanti a livello fisico e dovrebbe risiedere in ambienti caldi e asciutti. Dal punto di vista della alimentazione il soggetto fibromialgico deve preferire una dieta alcalinizzante limitando l’assunzione di proteine animali, caffé, tè, zuccheri raffinati e superalcolici, prediligendo proteine vegetali, infusi e tisane, frutta e verdura e cereali integrali. Da un punto di vista farmacologico non esiste una terapia universalmente accettata e scientificamente provata. Più dei farmaci antiinfiammatori non steroidei vengono impiegati miorilassanti oppure ansiolitici, da impiegare per periodi limitati. La melatonina può migliorare insonnia e dolore, per meccanismi diretti e soprattutto indiretti. Farmaci antiepilettici come gabapentin e pregabalin, farmaci analgesici centrali oppioidi, come tramadolo e codeina/paracetamolo, e antiparkinsoniani (pramipexolo) vengono usati in casi gravi. Molti pazienti registrano miglioramenti nella sindrome fibromialgica con l’uso terapeutico di Cannabis, dai noti effetti analgesici, miorilassanti, antidepressivi, ansiolitici e favorenti miglioramento qualitativo del sonno, con lievi effetti collaterali. I farmaci steroidi (cortisonici), di cui un tempo si faceva largo impiego in questa patologia, sono oggi considerati controindicati, se non a dosaggio molto basso. Gli integratori di magnesio, potassio, calcio e polivitaminici sono usati risultati variabili. Agopuntura, ossigenoterapia, ozonoterapia, fitoterapici e omeopatici prescritti caso per caso da specialisti del settore medico olistico possono fornire un buon supporto nella gestione di questa patologia.