C’è una mentalità da costruire per rendere concreti e produttivi i nuovi lavori

Delle occupazioni da trasformare in eventi concreti per la comunità si parlerà venerdì al Liceo Da Procida di Salerno. Questo il tema: “Giovani e Imprese: strumenti ed opportunità di sviluppo sostenibile per il nostro territorio”

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HUFFINGTON POST – È il 25 novembre 2013, leggiamo Alessandro Rimassa, direttore della scuola di management e comunicazione di IED, “Giovani! E occupabili: ecco come si crea lavoro”: Il lavoro, in Italia e in Europa, deve crearselo ognuno di noi. Dobbiamo cioè cambiare approccio, passare dal ‘cerco lavoro’ al ‘creo lavoro’… Il problema occupazione è ovviamente più complesso e non lo si risolve con uno slogan, ma è dal cambio di mentalità che dobbiamo partire: startup, termine oggi tanto di moda ma di fatto radicato nel DNA italiano, non deve intendersi solo come ‘fare impresa’ ma come approcciare in modo diverso, proattivo, il tema lavoro. “Quando parlo davanti ai giovani nell’est e nel nord Africa sono travolta dalle domande, quando lo faccio in Europa spesso mi trovo davanti una platea assonnata” ha sottolineato Manuela Prina, membro della European Training Foundation. La mentalità, questo è tassativo, va quindi cambiata.
Era il 2013, un abisso temporale per il mondo digitale.
IL FOGLIO – È il 12 gennaio 2019 leggiamo Antonello Soro, Garante Italiano per la privacy, “La nuova emergenza per la privacy mondiale si chiama app economy”: L’App economy” è uno dei settori del sistema economico attuale in maggiore espansione, che oggi impiega 1,8 milioni di persone solo in Europa e il cui valore, in termini di fatturato, si stima cresca esponenzialmente nei prossimi anni. Ma possiamo considerare l’espressione “app economy” anche come una delle più appropriate definizioni dell’economia digitale, in cui una parte significativa degli scambi commerciali è veicolata attraverso applicazioni scaricate dai consumatori, per i fini più vari, su smartphone, tablet ecc.
Siamo a gennaio 2019 ed un signore che si occupa di dati personali ci mostra, senza volerlo esplicitamente, che cosa oggi è entrato nel DNA di chi vuole indicare una via di sviluppo dell’economia che crea lavoro: sviluppare App.
Bisogna uscire dal cerchio magico che il lavoro i giovani debbano crearselo da soli e basta farlo con un po’ di competenze tecniche , un pc e un po’ di fantasia: una applicazione banale. Vero, tante sono le storie di App di successo ma quanto hanno dato e danno ad una economia del territorio ad una economia civile? Il lavoro è parte di ognuno, direi che è ognuno, ma un ognuno che è nel noi, nel rapporto col territorio, con gli altri. Le stesse App non avrebbero senso e non funzionerebbero se non fossero condivise, non diventassero un noi. “La mentalità, questo è tassativo, va quindi cambiata.”. E non solo dai giovani.

I lavori del convegno in programma venerdì prossimo al “Da Procida”

Di questo e di come creare un’impresa che diventi un lavoro non solo per te ma per una comunità si parlerà venerdì, 1 febbraio, al Liceo Da Procida di Salerno alle ore 11.00 “Giovani e Imprese: strumenti ed opportunità di sviluppo sostenibile per il nostro territorio”. Giovanni Moccia, tra gli organizzatori del convegno con i ragazzi ed in un istituto scolastico, sottolinea che “Il fine di questo incontro è quello di diffondere e di veicolare tra le nuove generazioni che stanno completando il percorso di studi della scuola secondaria di secondo grado la cultura dell’intraprendere evidenziando le luci e le ombre che oggi comporta fare impresa in Italia. Al centro del dibattito, vi sarà il rapporto tra giovani e fare impresa soprattutto in chiave di sviluppo sostenibile in quanto riteniamo che a Salerno e non solo lo sviluppo debba essere solo sostenibile se vogliamo preservare il territorio anzitutto ma anche se vogliamo garantire allo uno sviluppo congruo e duraturo nel tempo.”
L’evento si svilupperà con interventi tecnici che delineeranno sia il percorso di competenze tecniche e l’approccio mentale che porta alla nascita di una start up, con particolare attenzione verso le startup innovative che un accenno ai principali adempimenti contabili e amministrativi necessari per creare le stesse senza dimenticare di illustrare i principali applicativi in genere necessari per la nascita e la gestione di una nuova impresa.
Nella parte finale della giornata, ci dice ancora Giovanni Moccia, “vi sarà una simulazione pratica di come uno funzione uno Sportello di Creazione d’Impresa, servizio già curato presso Comuni e Forum dei Giovani del territorio regionale, con la partecipazione attiva degli studenti che presenteranno possibili idee d’impresa.”
Impresa giovanile innovative con i giovani ed il territorio per creare lavoro. Non tutti possiamo, o vogliamo, essere imprenditori e crearci il lavoro da soli, ma occorre creare condizioni ed imprese che creino lavoro per chi le ha ideate ma per chi poi dovrà farle crescere lavorandoci.