Occorre un centro d’accoglienza

La proposta formulata da Rossano Braca dell’associazione Venite Libenter

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Le politiche per sostenere le persone senza fissa dimora sono complesse e richiedono l’attivazione di diverse azioni. Mettere a disposizione un alloggio non è sufficiente. Non basta. Chi vive senza casa porta con sé storie differenti, personali, ed esigenze non riducibili ad un tetto e ad un letto. Questo ce lo spiegano le persone che da anni svolgono volontariato nella città di Salerno con quante sono senza dimora. Tuttavia, un alloggio è in ogni caso necessario. Sebbene, appunto, non sufficiente.
Rossano Braca dell’associazione Venite Libenter è tornato recentemente ad evidenziare questa necessità: quella di mettere a disposizione uno spazio per l’accoglienza che sia aperto e accessibile per l’intera giornata 24 ore su 24. E lo ha fatto ricordando che tale tipo di servizio è stato già organizzato in passato in città, in particolare in via dei Carrari, in una struttura che nel 2018 mise a disposizione 30 posti per uomini e donne. Quell’attività di accoglienza, decisa in collaborazione tra volontariato e Amministrazione comunale, era stata programmata e finanziata fino al 31 marzo per poi protrarsi con l’autofinanziamento fino a metà giugno 2018. Successivamente, la struttura è stata nuovamente adibita per specifiche attività della Protezione civile e quel tipo di servizio non si è ripetuto. Tuttavia, va ricordato che un’iniziativa simile, sebbene per un numero più piccolo di persone e in un altro luogo, il Palatulimieri in via Salvador Allende, è stata organizzata nei mesi di marzo e aprile 2020 per rispettare i vincoli governativi imposti alla mobilità individuale e difendersi dal nuovo Coronavirus, sempre in collaborazione tra ente locale e volontari.
Nel frattempo, è giunto l’inverno e tutta l’accoglienza delle persone senza casa in città resta delegata all’azione del volontariato, con i dormitori dei Missionari salesiani, di piazza S. Francesco e di vicolo dei Barbuti. Questi spazi, fondamentali, sono aperti dalla sera al mattino presto. Secondo Rossano Braca questo non è sufficiente, anche perché un’accoglienza organizzata lungo l’intera giornata potrebbe consentire “una vera e totale presa in carico delle persone”. La sua richiesta, allora, è che quello che lui definisce un miracolo si compia di nuovo, con l’impegno dell’Amministrazione comunale, anche attraverso la riapertura, come fatto in passato, di un tavolo di concertazione ufficiale del Comune con le associazioni di volontariato.
Evidentemente, la richiesta di Rossano Braca va oltre l’esigenza di uno spazio ed è un richiamo anche all’ente comunale, ed alle altre istituzioni pubbliche, verso politiche integrate che mettano al centro i differenti bisogni delle persone senza dimora. Sono necessari percorsi che tengano insieme gli aspetti economici, quelli psichici e quelli relazionali. Non è facile, ma è una necessità, in quanto chi vive per strada, come qualunque altra persona, non è riducibile a pochi bisogni decisi da altri, ma è un insieme di esperienze, necessità e sentimenti da riconoscere.È a questa complessità che si fa riferimento quando si dice “presa in carico”. Non un’azione di controllo, ma un riconoscimento pieno dell’altro. E per fare questo sono fondamentali i servizi sociali e quelli sanitari, in alcuni casi anche quelli che si occupano di dipendenze e sofferenza psichica, così come sono necessarie le azioni quotidiane delle persone volontarie ogni giorno attive in città. Certo, sarebbero utili anche politiche per la casa o, almeno, per alloggi temporanei, ma, in mancanza di questo, si conferma la necessità di uno spazio di accoglienza aperto in maniera continua, che si andrebbe ad integrare con gli altri già aperti da anni in città. Non si tratterebbe di un esperimento da verificare, ma di un servizio la cui utilità e possibilità di attuazione è stata già accertata nel recente passato e che renderebbe ancora più strutturato l’impegno presente in città da anni, in particolare da parte del mondo del volontariato, a sostegno delle persone senza alloggio.

(Dal Quotidiano del Sud – L’ALTRAVOCE della tua Città in edicola oggi)