«Offerta prorogata, ma Lotito forse non vuole vendere»

Sandro Mencucci svela: «Purtroppo non abbiamo mai avuto alcun riscontro da parte della società. Non compreremo dopo il trust»

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La proroga della proposta di acquisto del club granata è arrivata venerdì sera sul tavolo del rappresentante legale della Salernitana. A formularla Sandro Mencucci, dirigente sportivo italiano, commercialista e uomo di fiducia di Andrea Radrizzani. L’imprenditore italiano, proprietario dei Leeds United in Inghilterra, ha incaricato Mencucci di curare la proposta di acquisto della Salernitana. Mencucci, oltre a essere componente del consiglio di amministrazione dei Leeds, è stato anche amministratore delegato della Fiorentina di Della Valle.

«Purtroppo non abbiamo mai avuto alcun riscontro da parte della società: la nostra offerta scadeva ieri ma abbiamo voluto rinnovarla fino a venerdì, invitando anche la società, con una mail di accompagnamento, a risponderci, almeno per un fatto di cortesia» – racconta Sandro Mencucci.
Abbiamo letto nei giorni scorsi di una vostra offerta per il club di 45 milioni di euro: è così?
L’offerta è un po’ inferiore. Ma il problema è diverso: nessuno ci ha mai detto “no” oppure “no, è poco”. C’è stata un’assenza proprio di risposte: forse manca la volontà. E poi bisogna considerare che noi dobbiamo anche guardare bene tutte le carte, ci si poteva sedere a tavolo e parlare per vedere come calibrare il tutto. Evidentemente la proposta non interessa proprio. Ma io leggo anche di fantomatiche offerte: vorrei vedere alla resa dei conti come saranno queste offerte.
Crede che il problema sia principalmente economico?
Parliamo di una squadra per cui mi pare di capire che ci sia molto da fare. La Salernitana oggi non è una macchina perfetta e funzionante che con le sue gambe può andare spedita in serie A: c’è da investire in questa società.
Che progetto avevate in mente?
I giocatori della Salernitana sono tutti stupendi perché hanno fatto tutti più di quanto sia stato loro richiesto ma è ovvio che l’organico della serie A è ben diverso da quello della serie B. Non si è mai visto nella storia che la stessa squadra della serie B può far parte anche della massima categoria senza problemi. Alzando l’asticella è normale che bisogna investire qualcosa in più. Poi non mi risulta che la Salernitana abbia niente di proprietà; ha un centro sportivo in affitto… Insomma: c’è da fare.
Un problema di valutazione?
La valutazione del club non può essere solo per la serie A; bisogna vedere quali sono gli asset reali. Facciamo un esempio – cosa che non auguro alla Salernitana, ovviamente – se prendi una società, la paghi una certa cifra e tra sei mesi sei in serie B, che tipo di investimento hai fatto? Chi deve investire nella Salernitana deve dare il giusto prezzo a chi vende ma anche fare il giusto investimento perché altrimenti si rischia di fare solo un giro sulla giostra e di scendere subito. Non a caso, una delle criticità evidenziate dalla Figc riguarda i fondi per gestire il club. Se si deve vivere solo dell’anticipo dei diritti tv si va in difficoltà.
Girava voce che una perizia terza avesse valutato in 30 milioni il valore reale del club: si avvicina alla vostra proposta?
Secondo me è un’offerta più che ragionevole.
Ma l’offerta che ha formulato a nome di Radrizzani resta valida anche dopo il trust?
No, vale solo fino a venerdì. Non ci interessa rilevare una società gestita da altri per sei mesi. Se c’è volontà, ci si mette a un tavolo e si prova a definire la cosa. O compriamo ora con oneri e onori o non ci interessa dopo il trust.
Più chiaro di così…
Io non voglio fare polemica. L’unico rilievo che mi interessa fare è che qualcuno avrebbe potuto rispondermi; è solo un fatto di cortesia. Poi deve essere chiaro: chi vende ha tutti i diritti. Io non voglio influenzare gli altri a vendere né voglio essere l’avvoltoio. A mio giudizio questa società ha un valore che è dato dalla somma di quello che ha ora e di quello che deve diventare. La medaglietta “serie A” non deve portarci a strapagare: siamo persone che danno il giusto valore alle cose. Mi consente di aggiungere un’altra cosa?
Dica.
Le persone che sono state messe a capo del trust sono assolutamente super partes e competenti; ma gestire una società di calcio non è come gestire una società qualunque. Ci sono le partite la domenica, la necessità di fare risultati e la campagna trasferimenti: come si fa a fare tutto questo sapendo che entro sei mesi si deve vendere? Per una serie di circostanze ci si è ridotti all’ultimo; ma non è una cosa semplice. E i tifosi giustamente pretendono la A.
Che idea vi siete fatti della piazza di Salerno?
So che c’è una tifoseria straordinaria. Sia chiaro: io spero che la Salernitana disputi la serie A e ci resti per molti anni. Se arriva un gruppo che offre cifre più importanti e può investire a noi fa piacere perché la piazza di Salerno lo merita.
Come nasce l’interesse per la Salernitana?
Radrizzani è dentro il mondo dello sport, gestisce una società che si occupa di media e sport ed è proprietario di Eleven Sport. Qualche anno fa ha comprato il Leeds United che era in Championship (la seconda serie inglese, nda) e dopo 16 anni di assenza l’ha riportata in Premier League facendo un buon lavoro. Andrea è italiano e vorrebbe avere una società italiana con cui sviluppare anche interessanti sinergie. Prima o poi avrà una società di serie A.
Qualche tempo fa il suo nome era stato associato al Milan.
Quando si parla di squadre così importanti uno che vuole investire non può dire no. Le dimensioni del Milan hanno necessità di investimenti diversi o comunque di una sinergia di persone. Oggi sappiamo che è difficile acquistare società grandi ma anche piccole: non è mai facile e l’esperienza con la Salernitana lo dimostra.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno in edicola oggi)