Oltre 5mila le famiglie povere

Il dato in continuo aumento a causa della crisi scoppiata con la pandemia

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“Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”. È con questa frase che termina il film “L’odio”, per evidenziare come una volta aperta una crisi sociale, essa si rende evidente nei suoi effetti soprattutto quando si sente lo schianto. E lo schianto è evidente in queste settimane. Quasi ovunque nel mondo. E Salerno non fa eccezione.
Coerentemente con le sue particolarità sociali ed economiche, le parti della società salernitana che stanno pagando nel modo più drammatico l’impatto della crisi sono quelle che erano già in difficoltà in precedenza. Ad andare subito in crisi sono stati, prima di tutti, lavoratori e lavoratrici alla giornata che hanno perso immediatamente tutto e, senza risparmi, stanno tirando avanti solo grazie al volontariato. Questo è accaduto sin dai primi giorni della quarantena. Sono stati i primi e le prime a perdere il lavoro e, con esso, il reddito, spesso privi di qualunque alternativa, compreso il Buono spesa o il contributo governativo di 600 euro. Stiamo parlando di persone di diversa nazionalità, in parte anche prive di permesso di soggiorno, che lavoravano, spesso in nero e in maniera saltuaria, in edilizia, nelle case a fare le pulizie, in una parte dei B&B, come parcheggiatori senza licenza, nella ristorazione: una popolazione di lavoratrici e lavoratori che galleggiava sulla soglia di povertà, che è verticalmente e rapidamente caduta in una situazione di forte difficoltà.
È un colpo fortissimo che la società locale sta vivendo, finora attutito da alcune misure governative, regionali e comunali e dal mondo del volontariato e della solidarietà organizzata, oltre che dall’intervento di alcune imprese produttrici di cibo. Un buco enorme» lo ha definito Rossana Braca dell’associazione Venite Libenter, aggiungendo: «Io registro le persone che vengono presso l’associazione nei locali della parrocchia San Demetrio. Stiamo ricevendo molte persone della comunità georgiana, che, in città, sono in tutto almeno 300 secondo i dati ufficiali, che, come altre, sono state espulse dal mercato del lavoro improvvisato a cui avevano accesso. Ad esempio, sono le persone che lavoravano nelle pulizie domestiche in maniera non stabile, occasionale ed itinerante e sono state le prime ad essere allontanate, anche perché quando una famiglia aveva una persona che faceva le pulizie che girava per più case non gli hanno più consentito l’accesso».
A queste figure del precariato lavorativo si aggiungono anche altre, con mansioni più qualificate. Si pensi, ad esempio, ai musicisti, che da due mesi non fanno serate e in prospettiva non ne faranno chissà per quanto tempo. Persone, tra l’altro, che non sono riconosciute come figure lavorative, anche perché in una serie di casi non hanno partita Iva, e, quindi, prossime all’indigenza. E, in questo quadro, c’è anche lo specifico degli immigrati presenti che inviano risorse alle famiglie nel paese di origine. È il caso della popolazione senegalese, ad esempio. Come detto Daouda Niang, presidente dell’Associazione senegalesi di Salerno, quasi nessuno sta mandando soldi a casa, «probabilmente meno dell’80% del solito». E questa è una tendenza mondiale, registrata pochi giorni fa in un rapporto della Banca Mondiale, che sta già avendo contraccolpi negativi sui paesi di emigrazione.
Parlando delle prospettive, Rossano Braca, non a caso, risponde: «Sono molto preoccupato, anche perché i numeri delle persone che si rivolgono a noi non solo non stanno diminuendo, ma stanno aumentando». D’altronde, la situazione che lui ha sotto gli occhi parla chiaro. Braca l’ha ricostruita in sintesi in questa maniera: «Ciccio Costantino con la Croce rossa ha trasformato un ristorante in un punto di smistamento delle spese solidali, giungendo a registrare circa 600 famiglie. A queste si sommano quelle che vengono da noi, che sono 400. Dunque, solo nella zona occidentale della città parliamo di almeno mille famiglie coinvolte. Nella zona orientale, con don Nello Senatore nel quartiere S. Eustachio (in collaborazione anche con la squadra Zona Orientale Rugby Popolare Salerno), c’è quasi un quartiere intero da prendere in considerazione, con non meno di 400 famiglie che stanno ricevendo un aiuto alimentare. Da noi arrivano anche da Ogliara e Matierno. Facendo una somma approssimativa, i gruppi di aiuto come il nostro intervengono in tutta la città verso almeno 1500 famiglie. D’altronde, questo valore è in linea con i dati sulla povertà assoluta in città».
A queste bisogna aggiungere le decine di segnalazione che ogni giorno arrivano al gruppo Spesa solidale attivo in città, i beneficiari della “Spesa SoSpesa”, organizzata dal Centro per la Legalità di Galahad, con il patrocinio del Settore Politiche Sociali del Comune di Salerno, e le famiglie che hanno beneficiato del buono spesa governativo distribuito dal Comune, che, secondo i dati disponibili, su 4418 domande in totale, ne ha escluse dal beneficio, al momento, 1278. Considerando che nei prossimi giorni finiranno, se non si sono già esauriti, gli alimenti acquistati con i buoni spesa e che associazioni, gruppi di aiuto e parrocchie già ora sono in difficoltà per rispondere a nuove richieste, la situazione di bisogno, anche alimentare, potrebbe diventare grave per non meno di 3-4mila famiglie in città, pari a circa l’8-10% della popolazione. In una situazione, come mi ha evidenziato Lambros Andreou della squadra di rugby popolare, guardando la situazione dal quartiere S. Eustachio, in cui tante famiglie dovranno poi affrontare anche le altre spese, quelle collegate alla ripresa delle attività, tra cui fitti, bollette, debiti arretrati, mentre, per molti, il lavoro continuerà a non esserci e, con esso, il reddito continuerà a mancare
Evidentemente, la crisi sta accelerando condizioni di precarietà lavorativa e processi di impoverimento già in corso da anni. Ora, la situazione è, però, sotto gli occhi di tutto. Per evitare che l’atterraggio sia davvero uno schianto per migliaia di famiglie della città di Salerno, e milioni in Italia, saranno necessari provvedimenti governativi inediti e politicamente coraggiosi, altrimenti povertà e disuguaglianze saliranno a livelli altissimi, non degni di una società democratica.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)

Gennaro Avallone

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