Ombre sulla Infomobilità

Il difensore civico scrive a De Luca: «Chiarimenti sull’appalto da 1,2 milioni annui»

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La sede della presidenza della Regione Campania

Sul servizio di infomobilità “Muoversi in Campania”, promosso dalla Regione, il difensore civico chiede chiarimenti a De Luca. Un’iniziativa in cui si ipotizzano «situazioni oscure», un affidamento «in violazione di concorrenza e con costo ingiustificato», e una «procedura selettiva per una cordata». Elementi da approfondire, secondo Giuseppe Fortunato, in attesa di una risposta del governatore.
Tanto per iniziare, si dubita della riuscita del progetto. «Il Sito di cui parliamo è quello del servizio: www.muoversi.regione.campania.it della Regione Campania – spiega il difensore civico regionale-.I video sono in home page con l’indicazione dei giorni e delle visualizzazioni totali, davvero molto poche, ad esempio il video con cui si invitano a seguire le direttive contro il Covid-19 alla data del 9 aprile aveva solo 47 visualizzazioni ad oltre un mese di pubblicazione». Dunque, la piattaforma non sarebbe esattamente presa d’assalto dagli utenti. Eppure il servizio – gestito da Acamir, Agenzia Campana Mobilità, Infrastrutture e Reti – sarebbe un «fondamentale strumento di consultazione quotidiana per la gestione di eventi straordinari ed emergenze con impatto sulla mobilità», con l’obiettivo audace di «fornire in tempo reale all’utenza tutte le informazioni riguardanti eventuali variazioni, disservizi e perturbazioni del sistema regionale dei trasporti». Fortunato, invece, lo bolla come «scadente». E fosse solo questo.
«Si tratta di un Sito pubblico, pagato con i soldi del contribuente, che – sostiene la lettera – è aggiornato con notizie palesemente errate, interpretando erroneamente e assurdamente soste di veicoli in aree di servizio come incolonnamenti oppure flussi di traffico più lenti del solito come rallentamenti per traffico intenso. Infatti la maggior parte dei pochi veicoli in transito in questi giorni sono autotreni o autoarticolati con limite di velocità di 80 km/h in autostrada». Viceversa «i Responsabili del Sito interpretano questa media bassa come costanti rallentamenti, tanto che spesso continuano a scrivere rallentamenti per traffico intenso (…) nonostante il traffico sia ovviamente molto scarso per le misure Covid-19». Il difensore civico ripercorre le tappe della gestione, dal 2017 al 2019 assegnata all’agenzia milanese Radio Traffico. «Unica – afferma Fortunato – ad avere tutti i requisiti richiesti dal bando». Costo del servizio. 1,2 milioni l’anno. Radio Traffic, per il difensore civico, è una società «nell’orbita Aci». «Fu chiamata – riepiloga – a svolgere il servizio di informazioni sul traffico a emittenti private con soldi pubblici della regione Campania. Tale servizio sarebbe ovviamente stato meglio svolto in regime di concorrenza aperta fra piccoli operatori della comunicazione, senza alcun costo per il contribuente campano, assicurando maggiore utilità pubblica e qualità del servizio e non danneggiando piccoli operatori della comunicazione». Ma ci sono altri aspetti, su cui l’ombudsman ritiene si debba far luce. «Nel corso degli anni, infatti, il servizio è stato rinnovato più di una volta a Radio Traffic srl e – si legge nella missiva – ad altre società in orbita Aci. Peraltro appare piuttosto sconcertante anche la circostanza che tutti i dipendenti, tranne due (di cui occorrerà parlare) rinunziarono ad un contratto a tempo indeterminato dimettendosi e perdendo ogni “benefit” e anzianità di servizio per essere assunti con contratto a tempo determinato con un inquadramento peggiorativo con la nuova società subentrante». Si ventila una presunta girandola di assunzioni e dimissioni, sempre degli stessi giornalisti. Fortunato domanda: «Fu per caso “gentilmente chiesto” ai dipendenti di dare le dimissioni ed evitare problemi? Per quale motivo tutti i dipendenti, tranne due soli resistenti, avrebbero “scelto” di dare le dimissioni perdendo ogni garanzia contrattuale e anche la garanzia del contributo di disoccupazione? Di fatto i due dipendenti che non si dimisero “spontaneamente” hanno avuto un esito negativo: uno licenziato, l’altro, poi, trasferito in altra città». E quindi: «Le persone che sono state “epurate” sono via via state sostituite. È legittimo domandarsi: con figure più acquiescenti verso i complici vertici aziendali e regionali?». L’ultimo capitolo si apre nel 2020, quando la gestione diventa in house. Ossia, delegata all’agenzia regionale Acamir. «Poi quest’anno – scrive il difensore civico-, evitando persino una nuova procedura d’appalto, è stata svolta una non conosciuta procedura selettiva per professionisti del campo, al fine di svolgere il servizio sotto forma di consulenza di persone fisiche che hanno aperto la partita Iva. Non si comprende come sia capitato che le persone che vi lavorano sono ancora tutti quelli che prima lavoravano per la società che per ultima aveva la gestione del servizio. Per l’avvio dei rapporti di lavoro erano a conoscenza solo loro evidentemente. Infatti hanno partecipato e l’hanno superata tutti». Sotto contratto ci sono sei persone. Due di loro hanno legami di parentela con una terza dipendente. In quattro sarebbero della partita fin dalle prime battute. «Assunti inizialmente con Radio Traffic Srl e – ricostruisce la lettera – di volta in volta passati alle dipendenze delle varie società successive, dando sempre le dimissioni dalla società precedente tra cui Aci Infomobility per rientrare alla fine di nuovo in Radio Traffic questa volta con un contratto a tempo determinato e non rinnovato fino al passaggio a partita iva, e le due ultime dipendenti». Sulla vicenda, Fortunato emette un severo giudizio: «Una procedura aperta e chiusa per una cordata di amici fra loro e dei decisori aziendale e regionale in un vorticoso intreccio di affari pubblici e privati». Chissà se De Luca dissente.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)