Ospedale di Sarno al collasso, il Covid blocca tutto

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SARNO. Percorsi differenziati inesistenti e pronto soccorso chiuso, interamente occupato da pazienti Covid che necessitano di ricovero. A questo si aggiunge l’accorpamento di reparti, come accaduto qualche giorno fa per Chirurgia generale e Ortopedia. L’ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno è oramai al collasso.
Il problema nasce a monte: l’ospedale di Sarno ha 4 posti Covid in stanza visite pazienti al Pronto soccorso: sono posti “provvisori”, in attesa che i pazienti vengano trasportati in strutture specializzati nella cura del Coronavirus. Ma i 4 posti, complice l’escalation dei contagi, spesso non bastano e i pazienti positivi o in attesa di tampone di fatto intasano il Pronto Soccorso della struttura ospedaliera. Al momento al Pronto soccorso dell’ospedale di Sarno stazionano 10 pazienti positivi in attesa di ricovero presso strutture dedicate al Covid. Uno dei tasti dolenti è la totale assenza di percorsi differenziati per l’accesso all’ospedale: «Purtroppo questi percorsi non ci sono mai stati» – dice Antonio Giugliano, delegato Cisl Fp del Martiri del Villa Malta che lancia un grido di allarme sulla situazione in cui, complice l’escalation dei contagi nell’Agro nocerino sarnese, versa la struttura ospedaliera. «è stato lasciato sempre spazio all’improvvisazione – dice Giugliano – e questi sono i risultati: il Pronto soccorso è chiuso da settimane. È una situazione particolarmente grave. Non possiamo consentire che la gente muoia nelle ambulanze o per strada. Sono capitati degli infartuati negli ultimi giorni e abbiamo dovuto dirottarli sull’ospedale di Nocera Inferiore perché non c’era la possibilità di accoglierli in ospedale. Ma io mi chiedo: se si ammala anche il personale, come si fa?».
In realtà una parte del personale dell’ospedale è risultato contagiato qualche giorno fa, tanto da spingere alla chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia. «Decine di operatori sono risultati infetti e per tale situazione invece di razionalizzare le risorse umane si procede a tentoni con disposizioni non condivise e in totale assenza di confronto con delegati sindacali e rappresentanti dei lavoratori» – dice il delegato Cisl Fp del nosocomio sarnese.
Qualche giorno fa si è deciso di accorpare i reparti di Chirurgia generale e Ortopedia e alcuni infermieri in servizio nei reparti sono stati spediti al Pronto Soccorso, vista la situazione di particolare emergenza. Al momento per i due reparti accorpati c’è un solo infermiere per quindici pazienti divisi al massimo in otto stanze. Una situazione particolarmente difficile visto che si tratta di due reparti che spesso si trovano a intervenire d’urgenza.
Lo scorso mese di settembre fu data comunicazione, con successiva inaugurazione, dell’inaugurazione di nuovi posti letto in Terapia sub intensiva respiratoria. Peccato che quei posti, come spiegano dall’interno della struttura, non siano mai entrati in funzione. «Non è mai partita la Terapia sub intensiva» – precisa oggi, a scanso di equivoci, Antonio Giugliano.
«Non è possibile – dice Giugliano nell’illustrate la situazione – bloccare pazienti infetti al pronto soccorso, con conseguente sospensione di tutte le attività emergenziali».
«Quello che sta accadendo a Sarno, oltre a essere paradossale – spiega il delegato sindacale – è estremamente grave e inverosimile. Purtroppo è necessario che la direzione sanitaria intervenga autorevolmente: se non lo fa se ne assumerà le responsabilità».
Giugliano chiede l’intervento dei vertici aziendali per dipanare la matassa e risolvere una situazione divenuta insostenibile.
«A Sarno non si naviga a vista ma a tatto e ad occhi chiusi. Salviamo il nostro ospedale prima che sia troppo tardi» – conclude amareggiato Giugliano.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno in edicola oggi)