Pagani come Roma: Malik racconta la “deportazione”

Il Centro di accoglienza San Pio domani sarà svuotato come è accaduto a Castelnuovo di Porto: gli ospiti andranno in una struttura di Capaccio. Ecco il racconto disperato di uno di loro

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Sono 40 gli immigrati che domattina saranno spostati dal centro di accoglienza C.A.S. San Pio di Pagani verso il centro Ermes di Capaccio. Quello che sta accadendo nel Salernitano, con le dovute proporzioni, è stato paragonato a quanto sta accadendo in queste ore al Cara di Castelnuovo di Porto. Anche a Pagani, come alla periferia della Capitale, il trasferimento dei richiedenti asilo è stato comunicato ai diretti interessati 48 ore prima.
Il centro di accoglienza di Pagani si svuoterà per riempire uno dei centri risultato tra i primi in graduatoria nell’ambito della gara della Prefettura di Salerno per l’affidamento del servizio di accoglienza e dei servizi connessi a favore dei cittadini extracomunitari richiedenti protezione internazionale. Da bando di gara, i servizi di accoglienza e la gestione dei servizi connessi sono per un periodo di quattro mesi con previsione di proroga.
Il caso di Pagani non è isolato: il problema riguarderà diversi centri della provincia.
Gli ospiti del centro San Pio – cinque donne, una bambina e 34 uomini – hanno consegnato una lettera in Prefettura in cui spiegano che questa decisione demolisce tutti i loro sogni e in cui chiedono alle istituzioni una proroga per trovare casa e restare a Pagani autonomamente.
Il direttore tecnico del CAS San Pio di Pagani, Carlo D’Acunzo, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, precisando che avrebbe potuto parlare solo con l’autorizzazione della Prefettura.
Noi abbiamo dato voce agli ospiti del centro con un testo di Malik Mohsin, 25enne pakistano, studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Orientale di Napoli, a Pagani da due anni e due mesi.
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In una sola volta dovremo lasciare lavoro, studio, amici, tutto. Domani ci spostano dal centro di accoglienza di Pagani. E dobbiamo lasciare il centro per forza perché se non accettiamo di farci spostare domattina, domani sera non avremo un tetto sotto cui dormire. Abbiamo avuto pochissimo tempo per organizzarci. Le difficoltà per trovare una casa da affittare sono troppe.
Sappiamo che ci sposteranno verso Capaccio: è il nome di una città che personalmente non avevo mai sentito prima d’ora. Ci spiace molto perché ci tengo a sottolineare che a Pagani siamo ben integrati: studiamo, lavoriamo, abbiamo stretto amicizie. Tra 3/4 mesi ci cacceranno proprio dall’accoglienza e noi ci chiediamo: se andiamo ora a Capaccio, poi tra qualche mese come/dove ci sistemiamo? Sicuramente tra qualche mese il lavoro che abbiamo oggi non sarà più disponibile. Se ci dessero anche solo tre settimane di tempo, potremo provare a trovare una soluzione: il tempo che abbiamo a disposizione ora è troppo poco per provare anche solo a organizzarci.
A Pagani ci troviamo bene: io studio Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e lavoro in un ristorante. Da quando sono qui mi sento bene ma questa situazione mi fa sentire come se fossi una pietra da spostare da una parte all’altra.
Malik Mohsin