Parigi, nuovi disordini alla manifestazione dei gilet gialli

Si indurisce la protesta contro Macron e la sua decisione di aumentare il costo dei carburanti

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La protesta dei gilet gialli in Francia

È di 122 fermati, 20 feriti – tra cui sei agenti di polizia – e diverse auto date alle fiamme il primo bilancio della terza giornata di mobilitazione nazionale dei “gilet gialli”, i comitati spontanei nati in Francia per contestare la decisione del presidente Macron di aumentare il prezzo dei carburanti e diventati, ben presto, un movimento di protesta generale contro le politiche economico-sociali del governo francese. Anche oggi i disordini si sono registrati nel cuore della capitale, con il centro di Parigi teatro di duri scontri tra polizia e manifestanti: 5mila agenti sono stati schierati fin dalle prime ore di oggi per fronteggiare i manifestanti, circa 5.500 cui, in queste ore, se ne starebbero aggiungendo altre centinaia.

Che quella di oggi sarebbe stata una giornata difficile lo si è capito fin dalle prime ore della mattina: intorno alle 8,45 in place de l’Etoile c’è stato il primo tentativo da parte di un gruppo di manifestanti di forzare un posto di blocco della polizia, con l’uso di lacrimogeni da parte degli agenti. Nel corso della mattinata i disordini si sono concentrati nella zona dell’Arco di Trionfo, dove alcuni manifestanti a volto coperto hanno dato vita a scontri con la polizia che ha reagito usando lacrimogeni e cannoni ad acqua. Proprio sui disordini verificatisi intorno all’Arco di Trionfo si è accesa la polemica politica. Il primo ministro Edouard Philippe ha parlato episodi “di una violenza raramente raggiunta”, mentre per i Republicains “il simbolo della gloria francese profanato da orde di casseur è una vergogna”. Di tutt’altro segno la reazione di Marine Le Pen, schierata fin dal primo momento al fianco dei manifestanti; con un tweet la leader del Rassemblement National ha rivolto i suoi “complimenti ai gilet gialli che si sono schierati con il loro corpo cantando la Marsigliese per proteggere la fiamma del milite ignoto dai casseur”.

Polemiche a parte, è evidente come la decisione del presidente Macron – in costante calo di consenso nei sondaggi – di aumentare il prezzo dei carburanti abbia finito per scoperchiare il vaso di Pandora, innescando la reazione della Francia profonda che si sente penalizzata dalle politiche del governo, accusato di privilegiare le esigenze e le necessità dei grandi centri metropolitani. Anche il tentativo di mediazione messo in atto da Macron si è rivelato un flop: venerdì scorso al vertice con il premier Philippe si sono presentati solo due rappresentanti dei gilet gialli. Contemporaneamente a quella di Parigi, manifestazioni hanno interessato molti altri centri del Paese, da Strasburgo a Nîmes, nonché su diverse autostrade e a Pau, Tolosa, La Rochelle, Saintes e Bergerac. Non si registrano incidenti o disordini.