Patenti di guida vendute a 3mila euro, c’è autoscuola salernitana

L'organizzazione faceva conseguire patenti dietro il pagamento di somme di denaro principalmente a stranieri che, secondo gli inquirenti, "a stento parlavano la lingua italiana". L'operazione riguarda Roma, la Campania e la Calabria. Tra gli arrestati c'è anche un dipendente della Motorizzazione Civile di Roma.

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Patenti facili: ci sono anche dei salernitani tra i cinque campani coinvolti nell’inchiesta che ha portato anche all’arresto di un dipendente della motorizzazione civile di Roma.
Nell’operazione – denominata proprio “patenti facili” – in corso dalle prime luci dell’alba, sono state arrestate quindici persone per truffa, falso e riciclaggio di marche da bollo.
Le misure cautelari sono emesse dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, a carico di persone responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere, truffa, falso e riciclaggio di valori bollati.
Gli investigatori ritengono di avere smantellato un’organizzazione composta da 22 persone che avrebbe garantito patenti facili a stranieri “che – secondo gli inquirenti – a stento parlavano la lingua italiana”. Scoperto anche un giro di marche da bollo false.
Arrestato per peculato un dipendente della Motorizzazione Civile di Roma.
Gli arrestati sono tutti di Roma, tranne cinque campani e un calabrese: sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati, tra i quali il conseguimento fraudolento di titoli abilitativi alla guida mediante l’uso di congegni elettronici, falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici, truffa, riciclaggio, falsificazione e messa in circolazione di valori in bollo, “attraverso la predisposizione di una sofisticata e stabile organizzazione volta a far conseguire in modo illecito – per lo più a cittadini stranieri – la patente di guida di veicoli, nonché volta alla sottrazione e riutilizzazione di marche da bollo apposte su pratiche dalla Motorizzazione di Roma Nord”.
Tredici le autoscuole coinvolte: sei nella Capitale, sei nella provincia di Cosenza e una a Salerno
La concessione della patente di guida avveniva dietro il pagamento di somme di denaro che oscillavano tra i 2.000 e i 3.500 euro, grazie al quale candidati ricevevano attraverso telefoni cellulari dotati di videocamera e di auricolare wireless, forniti dalla scuola guida, le soluzioni ai quesiti della prova. “In pratica ai candidati che versavano le somme di denaro chieste dall’organizzazione – sottolineano gli investigatori – veniva garantito il passaggio della prova d’esame seguendo un modus operandi ben preciso: gli aspiranti, prima di fare ingresso nelle sale della Motorizzazione, venivano presi in carico da alcune persone che provvedevano alla loro ‘vestizione’, con un kit di apparecchiature ben occultate negli abiti”.