Pochi i tamponi e pure i più cari

Campania in fondo alla classifica dei test effettuati. E paga anche più di tutti: 2 euro per ogni esame

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Pochi tamponi, e pure i più cari in Italia. La Campania annaspa nella palude dei test, secondo l’ultimo instant report dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’università Cattolica di Roma. Il costo per caso testato è di 2 euro: nessuno paga di più in Italia. La spesa totale per 44.053 tamponi effettuati, ammonta a 1.541.855 euro. E la variazione dei costi – nella settimana dal 2 al 9 settembre – è di +9,3%, la seconda più alta dopo il Lazio (+10,8%). «L’analisi – spiega il rapporto – si basa sull’assunzione di un costo medio per la realizzazione di un tampone (raccolta campione, testing, refertazione) di 35 euro. Il costo comprende i materiali di consumo (reagenti) che varia tra i 18€ e i 25€ e il costo del personale. L’impatto organizzativo nei laboratori di microbiologia può essere valutato considerando che il Tat mediano (Turn Around Time) è stato stimato in 8 ore con picchi massimi di 22 ore. Questi costi vanno letti anche considerando ilprezzo dei tamponi realizzati dai centri privati (nelle Regioni in cui questo è consentito) che varia tra 50 e 100 euro». La Campania, inoltre, è quintultima per Tasso settimanale di nuovi tamponi per 1.000 abitanti (6,60), e immancabilmente ultima per percentuale (6,55%) di popolazione sottoposta al test su residenti.
L’ottovolante dei tamponi. Sull’ottovolante dei tamponi, in Campania riprende a salire il numero dei test, dopo una discesa di 5 giorni (escludendo la domenica, dove c’è un calo fisiologico). E aumentano (di molto) i nuovi positivi. Non si può però stabilire una correlazione certa, fra la crescita dei tamponi e quella dei contagi scoperti. La ragione, forse, risiede nell’esiguità dei test. Ecco perché ieri la Regione annunciava l’aggiudicazione, nella giornata di oggi, della gara Soresa «per scegliere ulteriori laboratori in grado di aumentare il numero di tamponi». Una corsa contro il tempo, col perenne fiatone. Ieri erano 7.504. In crescita dopo giorni in picchiata: il 1 ottobre 8.311; il 2 ottobre 8.482; il 3 ottobre 7.498; il 4 ottobre 7.250; il 5 ottobre 4.867; il 6 ottobre 5.064.
Federlab: «la Regione accetti il nostro aiuto».
L’apertura della Regione laboratori privati viene ritenuta ancora timida, da Federlab, tra le principali associazioni di categoria. «Con la Campania in piena emergenza Covid ed un numero di tamponi eseguiti drammaticamente basso, rispetto alla popolazione residente, il governatore De Luca – sostiene il presidente di Federlab Italia, Gennaro Lamberti – sceglie di non scegliere tenendo, ancora una volta, fuori la rete dei laboratori di analisi cliniche privati accreditati. Tutto ciò non ha senso. Ancora oggi viene impedito ai privati cittadini di potersi autonomamente rivolgere agli sportelli di un laboratorio privato per eseguire il test anti-Covid. Il mondo che, come associazione di categoria, rappresentiamo, è parte integrante del sistema sanitario regionale e in condizioni di normalità esegue circa l’80 per cento delle prestazioni ambulatoriali richieste in Campania». «Tra l’altro – rilancia Lamberti – la nostra rete già esegue tamponi per le aziende che ne facciano richiesta, nell’ambito della medicina del lavoro ed in quella della medicina dello sport. Per dirla in altre parole, ci viene sostanzialmente riconosciuto, dalla stessa Regione, l’idoneità ad effettuare test i cui dati vengono, poi regolarmente trasmessi ai dipartimenti di prevenzione, ai medici del lavoro e dello sport. Ma per i normali cittadini no, questo non ci è concesso farlo. Esistono profonde differenza da regione a regione. Ieri (martedì, ndr), in Lombardia sono stati superati gli 8 mila tamponi, nel Lazio addirittura si è andati sopra quota 11 mila. In Campania a stento raggiungiamo i 5 mila prelievi. La differenza è abissale. Ma questo gap potrebbe essere colmato se solo a Palazzo Santa Lucia si decidessero ad accogliere la mano che pure gli viene tesa dai laboratori privati. Siamo veramente sicuri che convenga alla comunità lasciarci in panchina a marcire quando poi alcuni laboratori, sempre gli stessi, in virtù di una procedura quanto meno opinabile, agiscono in regime di monopolio? Cosa aspetta De Luca a farsi aiutare?».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)