Pompei, nuova luce sull’eruzione del Vesuvio grazie ad una scritta murale

Tracciata con il carboncino da un operaio, l'iscrizione fa retrodatare il disastro all'ottobre del 79 dopo Cristo

0
478
Il direttore Osanna mostra la scritta al ministro Bonisoli (foto Parco Archeologico di Pompei)

Una scritta tracciata con un carboncino su una parete, probabilmente da uno degli operai impegnati nella ristrutturazione della ricca domus pompeiana: è questo brandello di vita quotidiana che, a duemila anni di distanza, porta a riconsiderare la data della celebre eruzione del Vesuvio che, nel 79 dopo Cristo, portò alla distruzione della città campana. La scritta, portata alla luce nel corso dei lavori che stanno interessando la Regio V dell’area archeologica, è datata al sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, ovvero al 17 ottobre. La facile fragilità del materiale utilizzato per tracciare la scritta, che difficilmente avrebbe potuto resistere a lungo, ha spinto gli archeologici ad ipotizzare che il 17 ottobre in questione sia quello del fatidico 79 dopo Cristo, spostando così al 24 dello stesso mese la data dell’eruzione del Vesuvio in precedenza ipotizzata nel mese di agosto.

L’iscrizione, che getta nuova luce su uno dei più noti episodi della storia antica, è stata presentata al pubblico in occasione della visita a Pompei del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. L’esponente del governo Conte, accompagnato dal direttore Massimo Osanna, ha avuto modo di constatare i progressi compiti nel Parco Archeologico in questi ultimi mesi grazie all’attuazione degli interventi previsti dal Grande Progetto Pompei, un piano d’intervento che, partendo dalla necessità di mettere in sicurezza sotto l’aspetto idrogeologico ampie zone dell’area archeologica, ha consentito di avviare lavori di scavo in regioni finora poco studiate. Le ultime scoperte sono state illustrate proprio in occasione della visita del ministro Bonisoli: si tratta di due domus, la Casa con giardino e la Casa di Giove, al cui interno è stata rinvenuta la scritta a carboncino che consente la nuova datazione dell’eruzione del Vesuvio.

Oltre il valore storico della scoperta, il ministro Bonisoli ha tenuto a sottolineare gli altri aspetti connessi a questo ritrovamento: “Questo – ha detto – dimostra l’importanza della ricerca e l’eccezionale competenza del nostro Paese. Quello che mi preme sottolineare, oltre l’eccezionale valore scientifico e storico-artistico dei ritrovamenti, è ciò che i nuovi scavi rappresentano, ossia l’eccezionale competenza del nostro Paese. Essa nasce dall’impegno costante delle strutture statali nella ricerca così come nella tutela, dal lavoro d’equipe interdisciplinare e di alta specializzazione che viene portato avanti con la collaborazione delle Università italiane e internazionali, dall’utilizzo di tecnologie estremamente avanzate. Tutto questo crea un modello virtuoso che può e deve essere esportato in altre realtà analoghe e soprattutto nei siti considerati minori solo perché ancora non hanno flussi turistici rilevanti”.