È ancora una volta un’Italia a due velocità quella che viene fuori dall’analisi dell’edizione 2019 di “’Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, lo studio realizzato dall’Istat dedicato all’analisi dello stato di salute socio-economico del Paese. Una salute malferma, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Nel 2017 – gli ultimi dati disponibili sono relativi a quell’anno – si è registrata un’ulteriore crescita tanto della povertà assoluta come di quella relativa delle famiglie, con un dato nazionale – rispettivamente – del 6,9% e del 12,3%. Percentuali che nel Mezzogiorno volano al 10,3% per le famiglie in stato di povertà assoluta ed arrivano a sfiorare il 25% per quelle in stato di povertà relativa.

Le maggiori diseguaglianze, in termini di concentrazione del reddito, si registrano in Sicilia e nel Lazio; il numero di persone che vivono in famiglie gravemente deprivate resta elevato in Sicilia ed in Campania – regioni in cui oltre un milione di persone versa in questa condizione – a fronte di una riduzione in termini assoluti a livello nazionale (dal 12% del 2016 al 10,1% del 2017). Il nostro Paese supera di 3,5 punti percentuali la media europea, confermandosi al nono posto tra i Paesi con i valori più elevati. Il divario tra le due macro-aree del Paese – Centro-Nord e Mezzogiorno – è fin troppo evidente anche sul versante della capacità di spesa delle famiglie: anche se in crescita per il quarto anno consecutivo, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia – circa 2.500 euro mensili correnti – rimane nel 2017 sotto il livello del 2011. Nel Centro-nord si spendono mediamente 765 euro in più al mese rispetto al Mezzogiorno.