Processo Casapound, il pm chiede pene fino a 8 anni

Secondo il pubblico ministero Maresca, si tratta di "un gruppo criminale". Davanti alla seconda corte d'assise, alla sbarra anche due salernitani: il 38enne Alessandro Mennella, residente a Maiori; il 28enne Raffaele Di Lieto, nativo del capoluogo. Il verdetto di primo grado si avvicina

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Processo Casapound a Napoli, il pm Catello Maresca chiede pene tra 8 e un anno per i 34 imputati. Davanti alla seconda corte d’assise, alla sbarra anche due salernitani: il 38enne Alessandro Mennella, residente a Maiori; il 28enne Raffaele Di Lieto, nativo del capoluogo. Per Mennella la richiesta è di 3 anni e 8 mesi di reclusione: è accusato del reato più grave, ossia associazione sovversiva; ritenuti prescritti o giudicati in un vecchio processo i reati di rissa e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Qualora il collegio non condividesse la valutazione sulla qualificazione giuridica del fatto, il pubblico ministero chiede – in alternativa e in via gradata – di riconoscere l’esistenza di un’associazione per delinquere. In tal caso, la pena invocata per Mennella è di 2 anni e 6 mesi. Più lievi le contestazioni rivolte a Di Lieto, per cui la pena richiesta è 2 anni e 2 mesi: rissa e porto oggetti atti ad offendere, per aver «portato mazze e pietre – recita il decreto che dispone il giudizio – quali strumenti da utilizzare durante una manifestazione davanti alla facoltà di lettere a Napoli, il 10 ottobre 2011, contro esponenti di opposta frangia politica». Perché è sulla volontà di affermare i propri ideali con la violenza – contro i “rossi”, ma anche i poliziotti – che si fonda l’accusa. «Ci siamo trovati di fronte – sostiene il pm nella requisitoria – a un gruppo criminale che in un determinato momento storico del nostro Paese ha fatto della “caccia al compagno” l’espressione della sua ideologia, concretizzatasi tra il 2010 e il 2011 in varie varie azioni violente». Maresca ricorda: «La manifestazione libera opinioni è cosa ben diversa dall’armarsi di mazze contro gli avversari o la polizia accusata di parteggiare per l’opposta fazione». Il pubblico ministero rileva «una pervicace ostilità contro le regole costituite» e punta il dito: «Nonostante avessero subito perquisizioni e sequestri, gli imputati continuavano ad attrezzarsi per portare fuori un armamentario vario». Le pene più alte sono chieste per Enrico Tarantino (8 anni), Emmanuela Florino, Giuseppe Savuto e Andrea Coppola (6 anni a testa). Florino era candidata con Casapound alle ultime Europee, ed a causa del processo era finita nella lista degli “impresentabili” della commissione parlamentare antimafia. Ora il dibattimento è alle battute finali: il 10 settembre sono previste le repliche dei difensori. A fine estate, dunque, potrebbe chiudersi una lunga vicenda. Un’estenuante partita giudiziaria, cominciata 8 anni fa, passata dalle misure cautelari ai ricorsi al Riesame, per approdare in Cassazione. Regge, sinora, la tesi degli inquirenti. Ma un maxi processo ha ritmi da maratona. Solo nell’ultimo anno e mezzo l’accelerazione, con 2 udienze settimanali fissate dal presidente del collegio, Alfonso Barbarano. Ed un verdetto di primo grado ormai vicino.