A sorpresa al plenum del Csm slitta di una settimana il voto su Giuseppe Borrelli, proposto all’unanimità quale procuratore capo di Salerno, dopo l’istruttoria della Commissione incarichi direttivi. Il rinvio arriva su mozione del consigliere Piercamillo Davigo, leader di Autonomia & Indipendenza, approvata dal plenum. Il differimento verte sulla necessità di approfondire «nuove carte», fanno sapere da Palazzo dei marescialli. Fonti del consiglio spiegano che gli atti potrebbero riferirsi alle intercettazioni del caso Palamara, al centro dell’inchiesta di Perugia sulle nomine del Csm. Inchiesta a cui è estraneo Borrelli, procuratore aggiunto della Dda di Napoli, pm di punta in molte indagini anticamorra. Il magistrato, tuttavia, viene menzionato in un’intercettazione tra l’ex presidente dell’associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, ed il collega napoletano Cesare Sirignano, sostituto della procura nazionale antimafia. L’oggetto erano le candidature a procuratore capo di Perugia. Dialoghi bollati come millanterie da Borrelli, al momento di presentare, a sua tutela, una denuncia. Accolta, comunque, la richiesta di una doverosa integrazione, per la pratica sul nuovo capo della procura di Salerno. Il voto al plenum viene fissato a mercoledì prossimo, a 4 mesi dalla designazione della V commissione. La procura salernitana è oggi retta dal facente funzioni Luigi Alberto Cannavale.