Professionisti, Regione sorda

Bonus beffa, silenzio sulle proteste degli Ordini. Le opposizioni: «Da De Luca solo propaganda»

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Bonus della Regione, professionisti scontenti. Il giorno dopo l’entrata in vigore, monta il malumore per la misura, prevista nel piano di emergenza socioeconomica. Da Palazzo Santa Lucia, però, nessuna reazione alle proteste.

La disputa sul parametro del fatturato. Da mercoledì è in vigore il bonus regionale da 1000 euro, per professionisti e lavoratori autonomi. Ma gli ordini professionali sono sul sentiero di guerra. Ad allarmarli non è tanto la soglia di 35.000 euro, sotto la quale si può richiedere il contributo. Ma è la previsione di ancorarla al fatturato, non al reddito, come avviene per il bonus statale da 600 euro. Il decreto dirigenziale della Regione detta regole molto stringenti. Troppo, a sentire il mondo della partite Iva. Al punto da tagliare fuori la grande maggioranza dei professionisti. E in aggiunta, col rischio di favorire i falsi poveri, abituati ad aggirare il Fisco. La misura è finanziata con 80 milioni di fondi europei. Prevede l’erogazione di un’indennità una tantum, a favore di professionisti titolari di partita Iva, attiva allo scorso 23 febbraio, la cui attività o lo studio siano in Campania. La raccolta delle richieste di indennità avviene tramite la piattaforma la piattaforma coniprofessionisti.regione.campania.it. Il pagamento è effettuato sui conti correnti dei beneficiari. Sono esclusi dal beneficio i percettori di pensione e i lavoratori dipendenti. Il bonus è cumulabile con quello statale. Il nodo gordiano, tuttavia, è costituito dal requisito del fatturato, la cui annata di riferimento è il 2019. «Per “fatturato” del periodo – specifica il Piano della Regione – si intendono i compensi professionali effettivamente percepiti secondo il principio di cassa al netto dei contributi obbligatori alla Cassa previdenziale e delle spese anticipate per conto del cliente/committente». Con questi paletti, secondo molti la platea di beneficiari è troppo esigua.

L’attacco di Forza Italia. Sul tema si registra l’attacco del capogruppo regionale di Forza Italia, Armando Cesaro. «Quale professionista fattura meno di 700 euro al mese? – si domanda -Perché di questo si tratta quando si chiede, per beneficiare del relativo bonus regionale, un fatturato annuo inferiore ai 35 mila euro. Me lo chiedo perché tra spese, tasse, previdenza e qualche collaboratore da pagare, non credo ve ne siano molti. Anzi, sono convinto che alla fine dei conti, replicando quello che ha già fatto con i 2 mila euro per le imprese, De Luca riuscirà a tagliare fuori dai giochi oltre l’80 per cento dei professionisti aprendo magari le porte giusto a due o tre categorie: quelli che lavorano poco o nulla, quelli che hanno aperto partita iva nel 2019, quelli refrattari alle fatture» . L’esponente di Fi sostiene che «se De Luca avesse davvero voluto fare seriamente avrebbe posto come soglia-fatturato almeno il doppio». Quindi Cesaro lancia un’accusa. «È chiaro, allora che parliamo di propaganda – afferma-, anche perché molto probabilmente i soldi, quelli veri, quelli immediatamente disponibili, non ci sono ancora e probabilmente non ci saranno prima di qualche mese. E questo, insieme al fatto che fino ad oggi di tutte le promesse roboanti del governatore non se n’è vista materializzare nemmeno una, spiega tutto».

I 5 stelle: «De Luca dimentica il turismo». C’è anche chi lamenta l’esclusione di agenzie di viaggio e alberghi, dall’una tantum regionale. «Esistono categorie completamente dimenticate dalle misure economiche messe in campo dalla Regione Campania per il contrasto alla recessione che deriva dalla emergenza epidemia Coronavirus – dichiarano i consiglieri regionali pentastellati Michele Cammarano e Gennaro Saiello-. Assolutamente non pervenute le guide turistiche iscritte all’Albo regionale, ma sprovviste di partita Iva. Il bonus professionisti/lavoratori autonomi non annovera questa classe di lavoratori, fortemente danneggiata dal blocco di ogni attività legata ai flussi turistici». L’attacco dei 5 stelle si estende anche all’esclusione di alcune imprese. «Inspiegabilmente, lo stesso “bonus una tantum” previsto per le microimprese – aggiungono gli esponenti del M5s-, esclude del tutto da ogni genere di aiuto le attività legate al settori alberghieri ed extra-alberghieri, le agenzie di viaggio, le attività di noleggio auto ma anche quelle legate alla valorizzazione delle nostre tipicità, come le aziende specializzate nella produzione di vino, della birra artigianale, di conserve di pomodoro o di farina, soltanto per citarne alcune. A questo proposito sarebbe auspicabile una riconsiderazione delle attività comprese nell’elenco degli aiuti, così da intervenire immediatamente sui settori economici che, quando l’emergenza sarà conclusa, rischiano di soccombere rispetto al crollo della domanda».

L’assessore Matera: «Misure mirate per il rilancio del turismo». All’opposto, c’è chi invece manda segnali tranquillizzanti. «Il comparto del turismo è in grande difficoltà e merita provvedimenti mirati per uscire presto dall’emergenza Covid-19 – dice l’assessore al Turismo Corrado Matera – Con il presidente De Luca stiamo lavorando a una strategia complessiva per fronteggiare la situazione di crisi del comparto.
La Regione è pienamente in campo e contestualmente ho rappresentato al ministro Franceschini, insieme con gli assessori al Turismo delle altre Regioni italiane, la necessità di avere un fondo speciale europeo dedicato, oltre a un decreto specifico per il settore attraverso il quale si possa affrontare nella sua interezza il rilancio del comparto, sia per la fase immediata di ripartenza, sia per quella successiva di riprogrammazione. Ad oggi la Regione Campania, con 30 milioni di euro, ha garantito una indennità integrativa agli stagionali del comparto turistico, come prima risposta alle necessità emergenti».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)