Progetto EpiCa, Costa a De Luca: «Ripensaci»

Il ministro dell'ambiente torna alla carica e da Battipaglia chiede al governatore di apporre la sua firma a un protocollo "Epidemiologia Cancro" che mette in rete i dati raccolti dai medici di base, trasformati in sentinelle delle patologie oncologiche. La questione è solo uno dei fronti aperti tra la Regione Campania e il governo gialloverde, ora dimissionario

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Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa

È solo uno dei fronti aperti tra la Regione Campania e il governo gialloverde, ora dimissionario. E a novembre il governatore De Luca aveva negato la firma su quel capitolo, nel protocollo d’intesa contro i roghi di rifiuti, siglato con l’esecutivo nella prefettura di Caserta. Ma adesso, il ministro dell’ambiente Sergio Costa torna alla carica, e da Battipaglia gli chiede di sottoscrivere il progetto Epi.Ca (Epidemiologia Cancro). Un progetto su cui Palazzo Santa Lucia vede, dall’inizio, il marchio dei 5 stelle.
Epi.Ca è nato 6 anni fa nel distretto di Casoria dell’Asl Napoli 2 Nord, e mette in rete i dati raccolti dai medici di base, trasformati in sentinelle delle patologie oncologiche. Il protocollo del governo ne vuole valorizzare l’esperienza, promuovendolo a modello per le Asl della Campania, a costo zero. Un terreno minato, perché sulla sanità è la Regione ad avere le mani. L’obiettivo di Epi.ca è sostenere le azioni dei medici di base, mediante accordi di collaborazione con le aziende sanitarie locali.
«Faccio un appello al presidente della Regione, firmala anche tu – dice Costa, in visita ai cittadini della Piana del Sele-. Non l’hai voluta firmare a novembre dell’anno scorso a Caserta, ripensaci, firmala, lavoriamo insieme perché se funziona in Campania, può funzionare in Lombardia, in Sicilia». Il ministro dell’ambiente non si dà per vinto, e tesse l’elogio del progetto, grazie al quale non si «ha solo il nome e cognome di chi è malato ma anche la via, il quartiere dove abita». Lo scopo, così, è «capire se c’è, anche statisticamente, un insieme di malanni che riguardano in quel determinato specifico luogo dei cittadini e che cosa sta succedendo in quel luogo, che magari non succede a 300 metri di distanza». Per Costa, quindi, il protocollo «consente di geolocalizzare la malattia e di intervenire». All’appello del ministro, però, De Luca non risponde. Ma nove mesi fa aveva usato toni sprezzanti («Non vorrei che nell’affidarsi all’associazione Epica ci sia qualche interesse personalistico. C’è un solo ente pubblico che certifica i tumori. Non intendiamo interloquire con nessun ciarlatano che troviamo nelle piazze»). In quel caso aveva suscitato l’ira dell’associazione Medici per l’ambiente, volontari in prima linea nella Terra dei fuochi, tra i promotori del progetto.

Gianmaria Roberti

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