Mare, è emergenza depurazione nel Salernitano

Dieci punti su tredici campionati risultano fortemente inquinati in provincia di Salerno. Goletta Verde punta il dito contro gli impianti di depurazione. Drammatica la situazione per il fiume Sarno. Ecco la mappa dell'inquinamento in Campania

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Dieci su tredici sono i punti fortemente inquinati nel Salernitano. Quasi l’80% dei campioni, prelevati da Goletta Verde per monitorare lo stato di salute del mare, supera i limiti di legge in materia di inquinamento. In provincia di Salerno maglia nera per il torrente Asa a Pontecagnano, giudicato fortemente inquinato per il decimo anno consecutivo.

La mappa dell’inquinamento nel Salernitano. Tra i punti fortemente inquinati ci sono: Atrani, alla foce del torrente Dragone; Salerno, in località lungomare Clemente Tafuri, alla foce del fiume Irno, e nel punto tra Salerno e Pontecagnano Faiano, in località Torre Picentina, alla foce del fiume Picentino; Pontecagnano Faiano, in località via mare Jonio/lungomare Magazzeno, alla foce del Torrente Asa; tra Pontecagnano e Battipaglia, alla foce del Tusciano;  Eboli, in località Marina di Eboli, alla foce del canale di scarico; Capaccio, in località Laura, alla foce del rio presso via Poseidonia 441; località Torre di Paestum Licinella, alla foce capo di fiume  e in quello tra Capaccio e Agropoli, alla foce del fiume Solofrone;  Centola Caprioli/Baia degli Angeli, alla foce rio presso la spiaggia.
Definiti con inquinamento “entro i limiti”, invece, i risultati dei punti campionati a Castellabate/Montecorice, in località Ogliastro/Baia Arena, sulla spiaggia di fronte alla foce del rio Arena; a Vibonati, in località Villamare, sulla spiaggia di fronte al Rio Caca Fave; e nell’altro punto campionato a Salerno, sulla spiaggia presso via Mantegna.
Tra le situazioni “da record”, il report di Goletta Verde enfatizza il caso della foce del fiume Irno a Salerno: situazione che, nonostante gli esposti di associazioni e controlli di forse dell’ordine, evidenzia un inquinamento cronico.

Il lavoro di monitoraggio. I prelievi sono stati eseguiti lungo le coste da una squadra di tecnici tra il 14 e il 18 luglio. Il campionamento viene effettuato prendendo in considerazione punti scelti in base al maggior rischio presunto di inquinamento e vengono individuati anche grazie alle segnalazioni dei cittadini al servizio Sos Goletta Verde.
I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Occhi puntati sui sistemi di depurazione. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. Secondo i dati Arpac 2018, in Campania su un totale di 391 controlli eseguiti, il 39% degli impianti di depurazione è risultato non conforme, con punte del 49% per quelli della provincia di Salerno.

L’inquinamento delle coste campane. Su 31 punti monitorati nell’intera regione, oltre la metà supera i limiti di legge. In provincia di Caserta sono stati monitorati cinque punti e di questi due sono risultati fortemente inquinati: a Mondragone, alla foce del fiume Savone, e a Castel Volturno, alla foce del Regi Lagni. Entro i limiti, i prelievi effettuati a Sessa Aurunca, alla foce del canale; a Mondragone, in località Fiumarella, sulla spiaggia di fronte alla foce della Fiumarella, e a Castelvolturno, in località Lago Patria, sulla spiaggia di fronte alla foce Lago Patria.
Nel Napoletano, su nove punti campionati, quattro hanno dato un giudizio di “fortemente inquinato” ovvero a Pozzuoli, in località Lido di Licola, alla foce del canale Licola; a S. Giovanni a Teduccio, sulla spiaggia a 50 metri a sinistra della foce dell’Alveo Volla; a Torre Annunziata/Castellammare di Stabia, alla foce del fiume Sarno; a Castellammare di Stabia, in località Fosso Garibaldi, sulla spiaggia fronte rivo San Marco. “Inquinato”, invece, il prelievo effettuato a Ercolano, nel punto a mare di fronte alla foce del Lagno Vesuviano. “Entro i limiti” i campionamenti realizzati dai tecnici a Napoli, sul lungomare Caracciolo, sulla spiaggia Mappatella beach; a Portici, sulla spiaggia Mortelle; a Torre del Greco, in località Ponte della Gatta, sulla spiaggia sulla litoranea e a Torre Annunziata, località Lungomare Marconi, sulla spiaggia di fronte allo scarico. Sull’isola di Ischia quattro i punti monitorati: tutti sono risultati “entro i limiti”.

La sofferenza dell’ecosistema. Nel report presentato questa mattina da Goletta Verde, occhi puntati – oltre che sulle numerose segnalazioni per presenze di scarichi e anomalie lungo i corsi fluviali – anche sulla presenza di cromo riscontrata nel torrente Solofrana, affluente del fiume Sarno. La sofferenza dell’ecosistema risulta evidente, stando ai dati presentati, anche alla proliferazione eccessiva di alghe e mucillagine lungo la costa tra Battipaglia ed Eboli, causata probabilmente dalla presenza eccessiva di nutrienti provenienti dai settori intensivi dell’agricoltura e della zootecnica presenti nella Piana del Sele.