Rimonta dieci posizioni, ma si attesta solo al 95° posto nella classifica sulla qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore. Ancora una volta, dunque, la provincia di Salerno registra risultati ampiamente insufficienti nei quarantadue settori – raggruppati nelle sei macroaree tematiche ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, giustizia e sicurezza, demografia e società, cultura e tempo libero – utilizzati dai ricercatori per “misurare” la qualità della vita nelle diverse province italiane. Dati che spaziano dalla ricchezza pro capite alla vivacità del mercato del lavoro, dall’efficienza dei servizi alla cura dell’ambiente, dalle attività culturali alla demografia. E solo in quest’ultimo settore il Mezzogiorno, e la Campania in particolare, riescono a conquistare risultati apprezzabili. Tra la provincia di

Il governatore campano Vincenzo De Luca

Salerno e quella di Milano, prima in classifica, c’è un distacco di ben 177,4 punti, un divario che si traduce in inefficienze, disservizi e minori opportunità per i cittadini e le imprese del Salernitano.

Il quadro che emerge dall’indagine 2018 de Il Sole 24 Ore è a tinte fosche, infatti, non solo per la provincia di Salerno, bensì per l’intera Campania. Il risultato migliore è quello conseguito dalla provincia di Avellino che però, nonostante abbia recuperato bel dodici posizioni, non riesce ad andare oltre il 90° posto. Ovvero a sole diciassette posizioni dal fanalino di coda, rappresentato da un altro territorio meridionale: la provincia di Vibo Valentia. Alle spalle di Avellino c’è Benevento, attestata al 91° posto, con una rimonta di quattro posizioni. Napoli precede Salerno in 94ª posizione, migliorando il proprio risultato rispetto all’anno precedente in maniera sensibile: ben tredici le posizioni recuperate in classifica. A favore del capoluogo regionale hanno giocato un aumento della ricchezza e dei consumi, cui fa però da contraltare un generale peggioramento di sicurezza e giustizia, oltre che del settore lavoro. Peggiore delle campane la provincia di Caserta, al 101° posto. Anche in questo caso, però, con un miglioramento rispetto al 2017. Va notato, tuttavia, che quest’anno la classifica de Il Sole 24 Ore è più “corta” rispetto al 2017: a seguito di alcuni accorpamenti le posizioni quest’anno sono 107 e non 110.

Piccole variazioni a parte, lo scenario complessivo che emerge dalla ricerca annuale del quotidiano economico è drammaticamente chiaro: l’Italia resta un Paese spaccato a metà per qualità e quantità dei servizi, per dinamismo economico, per qualità dell’ambiente. In questo contesto il Mezzogiorno occupa inevitabilmente le posizioni peggiori. La Campania ne è buon testimone: le sue cinque province sono tutte concentrare nelle ultime diciassette posizioni della classifica.