«Questa Campania è un deserto etico»

Nicola Provenza, parlamentare salernitano del Movimento 5 Stelle: «Stesse facce da 10 anni. Noi alternativa. Appoggio sottobanco al Pd? Solo illazioni offensive»

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Il parlamentare salernitano Nicola Provenza

«Accordo Pd-M5S? Era impossibile in Campania». Nicola Provenza, parlamentare salernitano del Movimento 5 Stelle, non ha dubbi sull’alleanza inimmaginabile con i dem che a settembre sosterranno la candidatura del governatore uscente Vincenzo De Luca.
Perché sarebbe stata impossibile un’alleanza per le Regionali?
Ci sono alcuni passaggi che ci vedono lontanissimi. E poi i progetti politici non si costruiscono dalla mattina alla sera per un consenso o per un cartello elettorale. Noi ragioniamo in termini prospettici e non per un consenso effimero e su alleanze che non reggono i temi. A proposito di temi, dobbiamo pensare a chi negli ultimi dieci anni non ha governato situazioni importantissime come sanità, rifiuti, trasporti, turismo, gestione dei fondi europei. Rispetto a questa offerta politica deficitaria c’è solo la possibilità di tracciare una linea di discontinuità.
E se qualcuno del Movimento 5 Stelle sottobanco appoggiasse il Pd, in barba alla candidatura convinta di Valeria Ciarambino?
Mi sembra un’illazione anche offensiva rispetto a un’idea che deve volare molto più in alto. Questa regione, e mi permetto di dire anche questa città, deve fare i conti con la realtà e non con la narrazione. In realtà, per capire le dinamiche bisogna fare un passo indietro.
Proviamo.
Dopo le elezioni del 2018 il Movimento aveva offerto una possibilità al Pd, bloccato dalla sortita di Renzi che tutti ricordano. Con la caduta del governo gialloverde, Renzi, ancora legato al Pd, piazza ministri e fonda Italia Viva. In quella fase il Pd ebbe una grande opportunità: affrancarsi da quella politica e fare una scelta governista importante a livello locale e nazionale. Questo non è avvenuto. È pur vero che anche il Movimento non si è fatto trovare pronto, organizzandosi e strutturandosi meglio per dare seguito a un consenso diffuso e per diventare una prima forza in parlamento. Ora si parla di alleanza con il Pd sui territori. Ma chi è il Pd? Il governatore della Campania mi pare lanci accuse al governo di cui il Pd fa parte in maniera integrante… Poi io mi chiedo: quando il Pd parla di modello sanità, si riferisce al modello Bonaccini o De Luca?
Solo colpa del Pd?
Non si può dire che il Movimento non abbia fatto qualche passo politico. Era stato proposto il nome di Sergio Costa per ragionare sui temi che ci stanno a cuore: ambiente, sanità e sviluppo economico. Poi il Movimento deve rispettare la volontà dei cittadini: mantenere la sua identità e puntare sui temi per non personalizzare la politica e andare incontro al leaderismo sfrenato, una cosa che francamente non accetto.
Guardiamo alle prossime Regionali.
In Campania c’è un’offerta politica abbastanza deficitaria. Dovremmo chiederci perché a distanza di dieci anni ci sono ancora candidati e proposte politiche che abbiamo già visto fallire. C’è chi si propone sbandierando efficientismo e capacità amministrativa, attribuendo sempre colpe al governo centrale. La stessa cosa è stata fatta anche dal comune alla Regione e le capacità amministrative declarate che fine hanno fatto? Le Fonderie Pisano, per esempio, sono sempre lì che aspettano. Dov’è la credibilità in tutto questo? Serve una presa di coscienza da parte dei cittadini campani pronti a ragionare in termini di discontinuità.
Servono solo forze nuove?
Ci sono anche resistenze importanti rispetto a meccanismi virtuosi e di trasparenza, come più volte denunciato dal difensore civico. Serve una discontinuità assoluta rispetto a queste modalità. In questa ottica chi ha cercato di opporsi a questa modalità sicuramente si propone sapendo di andare incontro a una sfida importante; ma è l’unica strada possibile. Poi vedo foto nitide: faccio fatica a pensare come non siano considerate.
Per esempio?
Pensiamo alla pandemia: la Corte dei conti dice cose drammatiche. Nel 2019 il lavoro delle singole Asl è definito pessimo su tutto il territorio campano. Sempre la Corte dei Conti dice che nella politica sanitaria sono stati privilegiati i grandi ospedali e che il territorio è rimasto praticamente indifeso. Se guardiamo i dati, scopriamo che la Campania è l’ultima regione nella variazione di posti letto delle terapie intensive e penultima nelle attivazioni delle Usca. Si tratta di dati numerici oggettivi, che vengono dalla Corte dei Conti; non da politici. Partiamo dai dati oggettivi: la Campania si è progressivamente desertificata: c’è deserto etico, economico, culturale e anche di proposta politica.
L’attuale governatore ha conquistato più seguaci e consensi a seguito della pandemia.
I seguaci in genere dalle nostre parti si trovano quando c’è sentore che i risultati vengano orientati in un certo modo. La Campania deve prendere consapevolezza di un aspetto: spesso è stato il centrodestra a manifestare una desistenza storica rispetto alle candidature. Quindi io il discorso del Movimento 5 Stelle che fa da spalla al Pd lo ribalterei: funziona tra centrodestra e sinistra in Campania.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)