Ramadan, la rivoluzione del cuore

Durante il mese Sacro, i musulmani in Italia incontrano la sfida aggiuntiva di mantenere i loro rituali in un ambiente non osservante, in cui la maggioranza non digiuna. Un’esperienza, con questa ulteriore sfida, che rende il digiuno ancor più significativo.

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Il Ramadan è l’incarnazione della riflessione, della rivelazione, della rivoluzione e della restaurazione. Il Profeta Muhammad iniziò il suo viaggio nella profezia attraverso la riflessione interiore. Era alla ricerca di un significato più ampio nella vita che ripristinasse la giustizia e la pace nella società. Stava cercando una risposta che trascendesse il bisogno di sopravvivenza materiale e restituisse all’umanità uno stato spiritualmente sano. Rifletté e meditò, trascorrendo molti anni nel santuario di una remota grotta, circondato da montagne ripide, alla periferia della Mecca. Alla fine ricevette le risposte sotto forma di una rivelazioni divina: il Sacro Corano. Era il nono mese del calendario arabo, noto come Ramadan. Il Ramadan ha aperto la porta al messaggio illuminato che il Profeta Muhammad continuò a ricevere per i successivi ventitré anni della sua vita. La società di quel tempo, incolta e primitiva, dove era consuetudine tra alcune tribù seppellire vive le bambine, fu trasformata. Le rivelazioni produssero una straordinaria rivoluzione dei cuori, in cui sbocciarono i fiori profumati della misericordia e della compassione: mattoni fondamentali per una società giusta e civile. Il primissimo messaggio, “Iqraa!” – “Leggi!”, ispirò una nazione ignorante a raccogliere le conoscenze da tutti gli aspetti della vita, e ispirò a condividerle con gli altri, indipendentemente dal credo, dal colore della pelle o dal genere, per il bene comune dell’umanità.

Il Ramadan e i nuovi significati inter-religiosi che possono essere tratti da una intensa attività spirituale

Il seme di questa straordinaria trasformazione di un popolo fu piantato nel mese di Ramadan più di quattordici secoli fa, e il Ramadan del 2019, che inizierà tra qualche giorno, contrassegnato come sempre dalla nascita di una nuova luna, offrirà le stesse linee guida e simboleggerà gli stessi valori che aveva a quel tempo. I musulmani di tutto il mondo celebrano il Ramadan, uno dei cinque pilastri dell’Islam, astenendosi dal cibo, dall’acqua e dalla relazione coniugale dall’alba al tramonto (i malati, gli anziani, le donne incinte e i viaggiatori non sono tenuti a digiunare). Durante il mese Sacro, i musulmani in Italia incontrano la sfida aggiuntiva di mantenere i loro rituali in un ambiente non osservante, in cui la maggioranza non digiuna. Un’esperienza, con questa ulteriore sfida, che rende il digiuno ancor più significativo. Questo mese offre ai musulmani di tutto il mondo anche l’opportunità di spiegare il suo significato ad amici non musulmani, ai vicini e ai colleghi. Molte moschee in Italia, ad esempio, estendono un invito aperto ai non musulmani a unirsi ai loro vicini musulmani per rompere il digiuno, esponendoli così al calore dell’ospitalità musulmana e alla ricca diversità culturale dell’Islam. Per onorare le vostre amicizie preziose con i musulmani, congratulatevi con loro dicendo “Ramadan Mubarak”. Soddisfate la vostra naturale curiosità, fate domande e imparate a conoscere il digiuno del Ramadan nelle vostre conversazioni sociali. Un aspetto particolarmente importante oggi per combattere le errate percezioni prevalenti sull’Islam e per promuovere la comprensione reciproca e l’amicizia tra le diverse fedi. Ramadan offre a qualsiasi vero ricercatore un corso auto-riflessivo, illuminato da rivelazioni eterne, che ha il potere di portare una rivoluzione del cuore e contribuire a ripristinare la giustizia, la pace e l’armonia nel mondo. A tutti i musulmani l’augurio di un felice e sereno Ramadan. Ramadan Mubarak