Ravello, un legale per tutelare l’immagine del Comune

Iniziativa della giunta comunale di Ravello dopo l'interruzione di un Consiglio comunale avvenuta qualche mese fa. Il dissidio con il Vescovado e l'auspicio di un rinnovato dialogo

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Il direttore del Vescovado Emiliano Amato con la signora Hilary Clinton in un recente ricevimento tenutosi a New York

Il Comune di Ravello ha incaricato un legale per la tutela dell’immagine del Comune. Un provvedimento, che ha origine, stando alla delibera della Giunta, da un precedente riferito al quotidiano online Il Vescovado, diretto da Emiliano Amato. «L’Amministrazione Comunale è oggetto di attacchi, sulla stampa a mezzo web (social network), nonché nella seduta del Consiglio Comunale del 27.11.2018 da parte del direttore responsabile del Vescovado Emiliano Amato – si legge nella delibera – lesivi dell’immagine del Comune di Ravello, indubbiamente pregiudizievoli dell’onorabilità e del buon nome dell’attuale Amministrazione». Da qui, «l’opportunità di porre in essere ogni azione a tutela e difesa di dignità, immagine e prestigio, stima e onorabilità dell’Amministrazione Comunale, ma anche dell’intera collettività comunale».
Il Comune di Ravello, con tale iniziativa, intende evidentemente svolgere un’azione preventiva «rispetto a qualunque forma di speculazione mediatica che abbia scopi esclusivamente denigratori o diffamatori, anche alla luce delle notizie assolutamente infondate accompagnate da pesanti commenti, diffuse attraverso i social network».
Un provvedimento che recupera e rilancia l’episodio della interruzione del Consiglio comunale, avvenuta nei mesi scorsi per un dissidio, in corso dei lavori, con il direttore del Vescovado, episodio rispetto al quale il direttore ha sempre affermato non aver ostacolato l’esercizio dei lavori, come emergerebbe da un filmato tuttora in rete. Il Vescovado, in quella circostanza, fu destinatario di solidarietà da parte dei livelli ordinistici e sindacali del giornalismo campano. Ora rivive quella vicenda, in un clima di contrapposizione che non fa bene né alla politica né all’importante organo di informazione, ragion per cui più che investire legali e minacciare azioni sarebbe il caso di riprendere un proficuo dialogo, funzionale allo svolgimento della vita civile.