Regione, il Tar ferma i fondi a pioggia

Bando per la promozione dei siti culturali, i giudici accolgono il ricorso cautelare di Serrara Fontana, uno dei 107 comuni vincitori: ad agosto la giunta aveva deciso di distribuire le risorse a tutti i partecipanti, anche quelli inizialmente esclusi

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Bando per la promozione dei siti culturali, il Tar ferma i fondi a pioggia della Regione, con pesanti rilievi. Uno stop alla girandola di risorse, decretata a partita in corso, in una delibera di giunta dello scorso agosto. Beneficiari sono tutti e 167 i comuni partecipanti, invece dei 107 vincitori originari, nell’abbraccio corale di Palazzo Santa Lucia. Un ribaltone mal digerito da chi ha visto quasi dimezzarsi le risorse, passando da 70.000 euro a circa 45.000, finanziati dal Poc 2014-2020. Come il comune ischitano di Serrara Fontana, il cui ricorso cautelare è stato accolto dai giudici, in attesa di definire nel merito il guazzabuglio. Severa la terza sezione del Tar Campania, nell’ordinanza. «Considerato che la modifica da parte della Giunta regionale, successiva alla attribuzione dei punteggi, dei criteri per la individuazione dei beneficiari e degli importi dei finanziamenti – si legge – appare un inammissibile stravolgimento delle regole della procedura, in considerazione della motivazione addotta, limitata alla volontà di distribuire i finanziamenti in favore di tutti i progetti presentati, contraddittoria con l’indizione di una procedura comparativa e competitiva». Il ripescaggio della Regione aveva fatto felici 24 comuni salernitani, in aggiunta ai 41 già promossi. Nella maxi sanatoria dei progetti: Pagani (La madonna delle galline), Nocera Inferiore (NocerArt Castle Park), Amalfi, Agropoli, Controne, Caggiano, Palomonte, Montecorvino Pugliano, Torchiara (Solstizio d’estate), Laurino, Corleto Monforte, Ceraso, Scala, Battipaglia (Villaggio Bufala), Serre, Campagna, Cava dei Tirreni (Stati generali della cultura), Celle di Bulgheria, Sicignano degli Alburni, Castellabate (Il luogo dell’incanto), Pisciotta, Castelcivita e Ottati.  Oltre alla Regione, costituiti in giudizio come controinteressati Pagani, Nocera Inferiore, Agropoli e Positano. «Accade solo in Campania, regione con un governatore in eterna campagna elettorale – accusano Michele Cammarano e Gennaro Saiello, consiglieri del M5s – che un bando aperto a tutti i comuni, dopo l’assegnazione dei fondi ai soli vincitori, venga improvvisamente esteso a tutti i partecipanti. E che le somme inizialmente previste per i primi assegnatari fossero ridotte per consentire che nessuno fosse escluso. Il paradosso, oggi, è che la strategia di De Luca di non scontentare nessuno rischia invece di scontentare tutti dopo che il Tar ha sospeso l’intera procedura».