Rete idrica colabrodo: Salerno perde un fiume d’acqua

Secondo il rapporto Ispra, più del 60% del volume immesso nei tubi non arriva a destinazione. Grosso passo indietro anche per quanto riguarda la conformità dei controlli sulla balneabilità

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Salerno è tra le città italiane con la più alta percentuale di perdite idriche. E nelle acque di balneazione, inoltre, calano i controlli conformi. Sono alcuni dei risultati del XIV Rapporto Qualità dell’ambiente urbano dell’Ispra, presentato il 19 dicembre. Nel capitolo sulle acque, emerge che nel 2016 si disperde in rete il 39,0% del volume immesso, in aumento di circa un punto rispetto all’anno precedente. La città con le più alte perdite idriche totali è Frosinone (73,5%). Ma perdite gravose, e superiori al 60%, si riscontrano anche a Campobasso (69,7%), Latina (65,9%), Chieti (62,9%), Oristano (62,5%), Messina (62,0%) e appunto Salerno (60,3%). Una situazione infrastrutturale decisamente favorevole, caratterizzata da perdite inferiori al 15%, è invece registrata a Monza, che presenta il valore minimo dell’indicatore (10,8%), Foggia (11,2%), Macerata (12,3%), Pavia (13,0%), Fermo (13,5%), Pordenone (14,1%) e Mantova (14,5%). Le cifre sono elaborate dalle informazioni contenute nei rapporti Istat Censimento delle acque per uso civile (anni 2012 e 2015) e Dati ambientali nelle città (anni 2012-2016). L’analisi mostra un generale e continuo peggioramento delle perdite idriche totali della rete, con un aumento dell’indicatore di 3,6 punti percentuali tra il 2012 e il 2016, a conferma della condizione di difficoltà in cui versa l’infrastruttura idrica delle città italiane.

Dolenti note anche nel capitolo balneazione, i cui dati sono riferibili ad analisi della scorsa estate, a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa). A livello nazionale, risultano identificate 5.531 acque di balneazione, di cui 4.864 marine e di transizione e 667 lacustri e fluviali. Il numero totale dei campioni routinari, previsti nei diversi piani di monitoraggio regionali ed analizzati dalle Arpa, è di 3.366. Di questi, 3.272 risultano conformi in relazione alla presenza ed alla concentrazione dei parametri microbiologici Enterococchi intestinali e Escherichia coli, con una percentuale del 100% per 17 delle 38 città costiere considerate. La Campania è presente con le città di Napoli, Salerno e Giugliano in Campania: in tutto, 23,1 km totali di costa immediatamente prospiciente alle 24 acque di balneazione. La percentuale media del numero di controlli conformi rispetto al totale è pari a circa il 90% «rilevando che Salerno e Giugliano in Campania – scrive l’Ispra – presentano una percentuale del numero di controlli conformi rispetto al totale rispettivamente del 92% e del 96% mentre Napoli ne presenta solo l’86%. Rispetto alla stagione balneare 2017 le città di Napoli, Salerno e Giugliano in Campania presentano tutte una significativa flessione della percentuale di conformità dei campioni routinari». Dal 2017, infatti, Salerno scende dal 100% al 92%. Le acque cittadine di balneazione sono 8 (12 a Napoli e 4 a Gugliano). E 5,9 i km di costa adibita alla balneazione, nel comune di Salerno (14,8 a Napoli, 2,4 a Giugliano).