Rifiuti: Regione ferma, denunciata la beffa-compostiere

Raccolta differenziata al di sotto degli standard in Campania, a Salerno addirittura peggio dell'anno scorso

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Un mese fa l’assessore regionale all’ambiente Fulvio Bonavitacola annunciava la «prossima fornitura di 200 compostiere di comunità in altrettanti Comuni della Regione». Ma c’è chi lo mette in dubbio. «A due anni dall’approvazione del programma straordinario per la raccolta differenziata – afferma la capogruppo del M5s, Maria Muscarà -, poco o nulla di quanto previsto risulta attuato, e si rischia addirittura di assistere all’obsolescenza, per inutilizzo, delle prime compostiere che dovrebbero essere consegnate in capo a tre mesi». La gara è frazionata in 13 lotti. I primi 10 relativi alla fornitura nelle tre capacità dimensionali individuate. Gli ultimi tre a quella delle casette prefabbricate per l’alloggio delle compostiere. Dalla consigliera pentastellata arriva un’interrogazione alla giunta. «Ad oggi – denuncia Muscarà – solo cinque dei tredici lotti sono stati assegnati, ma nessuno per le casette. Il rischio è di ritrovarsi con compostiere senza casette prefabbricate per alloggiarle, dunque inutilizzabili». La grillina parla di «un’autentica beffa, oltre che un possibile danno erariale, frutto di un bando senza alcuna logica e scritto male, come ammesso dalla stessa amministrazione, che ha prodotto ricorsi al Tar e rallentato notevolmente le procedure di assegnazione delle gare». Un bando che «ha ristretto il mercato, producendo l’inevitabile effetto di una scarsa partecipazione, con lotti inspiegabilmente diversificati, dieci dei quali per la fornitura delle compostiere e tre per le casette prefabbricate per l’alloggio degli impianti». La vicenda complica ancora un ciclo dei rifiuti in eterno affanno.

L’assessore regionale Fulvio Bonavitacola col governatore Vincenzo De Luca

Il rapporto Ispra Rifiuti Urbani mette all’indice «il quadro impiantistico inadeguato» della Campania, una delle tre regioni «che non riescono a chiudere il ciclo all’interno del territorio regionale». Si prenda il trattamento della frazione organica in impianti di compostaggio. «Nel caso della Campania,- si legge nel dossier-, la Rd di questa frazione si attesta, nel 2017, ad oltre 679 mila tonnellate, delle quali solo un quantitativo pari a poco più di 78 mila tonnellate viene recuperato in impianti della regione». Pochi impianti, e il conto salato lo pagano i cittadini. La Campania, infatti, registra la seconda media più alta per costi specifici annui pro capite: 234,23 euro rispetto alla media italiana di 175,28 euro. E inoltre, è la più cara nelle componenti di costo per kg di rifiuto prodotto (43,95 centesimi). La differenziata, in un anno, sale dal 51,6 al 52,8%. Ma secondo il piano rifiuti, nel 2017 l’asticella doveva fissarsi al 57,4%, accusando quindi un ritardo di quasi 5 punti. Il fiatone trova un emblema non solo nella città di Napoli (34,49%), ma anche a Salerno, il feudo del governatore De Luca: tra 2016 e 2017 la raccolta cala dal 61,93% al 60,53%. Un passo del gambero, timbrato dall’Osservatorio regionale sulla gestione dei rifiuti. La stessa Regione contraddice le parole di De Luca. Appena due settimane fa infatti, per giustificare il caro Tarsu, il governatore sbottava: «Salerno almeno ha il 70% di raccolta differenziata e la raccolta differenziata costa, perché se devi fare il porta a porta devi anche investire risorse». Allora ne guadagnerà il bilancio.