Rissa tra detenuti a Fuorni, contusa la direttrice

Una violenta lite tra fazioni di salernitani e napoletani ha seminato il panico nella casa circondariale. I protagonisti della rissa trasferiti in altri istituti per disposizione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria

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Il carcere di Fuorni

Rissa in carcere e addirittura un ricoverato in codice rosso. È accaduto oggi nel carcere di Salerno dove una violenta rissa tra detenuti salernitani e napoletani ha seminato il panico.
Lo rende noto il sindacato Uspp. Le violenze, che sarebbero scoppiate per ribadire la leadership nell’istituto di pena, si sono verificate nella prima sezione, dove sono ubicati detenuti per reati comuni: tra coloro che hanno riportato delle contusioni figura anche la direttrice, Rita Romano. La rissa è stata sedata dopo qualche ora dal personale in servizio nell’istituto di pena, anche grazie all’apporto di rinforzi del nucleo operativo. I detenuti di una delle fazioni pare siano riusciti ad arrivare in contatto con i rivali dopo essere entrati in possesso delle chiavi dell’area detentiva dove si trovavano gli antagonisti.
Uno dei protagonisti della rissa pare sia stato ricoverato in codice rosso all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona per un malore dovuto a un dolore toracico.
Nel nosocomio salernitano sono stati eseguiti tutti gli accertamenti del caso, ma in assenza di gravi complicazioni, dopo qualche ora, l’uomo è stato dimesso e accompagnato di nuovo alla casa circondariale.
Trasferiti i protagonisti della rissa. Nel tardo pomeriggio, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini, “informato dei fatti, ha immediatamente chiesto alla Direzione generale detenuti e trattamento del Dap di provvedere subito al trasferimento in istituti di altro Provveditorato di tutti i detenuti coinvolti negli atti di aggressione, ai sensi della circolare emanata nei mesi scorsi sui detenuti violenti”.
Le reazioni. “Quanto accaduto a Salerno  – ha detto il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti – testimonia l’urgenza di modifiche del codice penale in relazione all’inasprimento della pena per tali odiosi reati commessi in danno non solo della polizia penitenziaria ma anche di tutte le altre forze dell’ordine”.
“Infatti il deterrente da adottare – dice Moretti – non è il trasferimento da un istituto all’altro o effimeri provvedimenti sanzionatori di carattere amministrativo ma l’azzeramento, ad esempio, degli sconti di pena che sempre più spesso vengono attuati automaticamente senza, cioè, tenere conto dei comportamenti delinquenziali tenuti all’interno delle strutture penitenziarie da soggetti irrecuperabili”.