Ritrova Bot del 1937 ma Bankitalia le nega il pagamento

La singolare vicenda ha come protagonista la signora Francesca Ottolini di 102 anni, originaria di Verona ma residente a Salerno: rovistando in un vecchio mobile ha trovato il buono di 100 lire ma non ha potuto incassare i 25mila euro attualizzati

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Rovistando in casa trova un Bot del 1937 del valore nominale di 100 lire. Il titolo, secondo una stima di un consulente contabile, vale circa 25mila euro; ma per la Banca d’Italia il titolo è prescritto.
La singolare vicenda ha come protagonista la signora Francesca Ottolini di 102 anni, originaria di Verona ma residente a Salerno. La signora Ottolini, nel settembre dello scorso anno, rovistando nei suoi vecchi mobili a Verona, ha trovato il Bot del 1937. Lo ha fatto stimare da un consulente contabile che ha calcolato dalla data di emissione, a quella del ritrovamento, compresi gli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, una somma pari a 25 mila euro. A questo punto la signora ha deciso di incassare ma ha ricevuto solo il diniego da parte della Banca d’Italia. L’anziana donna non si è fatta scoraggiare e si è rivolta all’avvocato Ilaria Napolitano del Foro di Roma che ha deciso di ricorrere alle vie legali portando davanti al giudice la Banca d’Italia e il Ministero dell’economia. La prima udienza è in programma il 23 maggio. L’avvocato sostiene la tesi per cui la prescrizione non decorre dalla scadenza naturale del Bot ma dal suo ritrovamento: la signora Ottolini, dunque, avrebbe avuto di tempo fino al 2028 per chiedere il rimborso. Nel nostro Paese si stima ci siano oltre 10 milioni di titoli di credito antichi non riscossi e ancora riscuotibili e secondo la giurisprudenza in genere è possibile ottenere il rimborso anche per i titoli emessi sotto la vigenza del Regno d’Italia.
In Italia si stima vi siano circa 10 milioni di Titoli di Credito “antichi” (tra buoni postali, libretti bancari, Bot, ecc. non riscossi ed ancora riscuotibili) e, purtroppo, c’è molta disinformazione anche da parte degli Enti preposti al pagamento. Infatti, secondo la giurisprudenza è possibile ottenere il rimborso di titoli “antichi” quali libretti di risparmio, buoni e titoli di stato in genere, anche quelli emessi sotto la vigenza del Regno d’Italia.