Roberto Quesada domenica al Fuorifestival di Salerno

Domenica 7 aprile alle 18,30, presso gli spazi della Fondazione Bianca e Filiberto Menna di via Lungomare Trieste, lo scrittore presenterà “Big Banana” (Polidoro editore)

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Lo scrittore Roberto Quesada sarà domenica pomeriggio a Salerno presso la Fondazione Menna

Roberto Quesada, l’autore honduregno trapiantato a New York da trent’anni, sarà il nuovo ospite del Fuorifestival e del Circolo dei Lettori di Salerno Letteratura, la cui settima edizione si terrà dal 15 al 23 giugno. Definito da Kurt Vonnegut “uno scrittore dallo straordinario talento”, incontrerà il pubblico domenica 7 aprile alle 18,30, presso gli spazi della Fondazione Bianca e Filiberto Menna di via lungomare Trieste, per presentare “Big Banana” (Alessandro Polidoro editore). Ne discuteranno con l’autore Rosa Maria Grillo, direttore dipartimento studi umanistici DIPSUM dell’Università degli studi di Salerno.
IL LIBRO. “Big Banana”, ormai considerato un classico della letteratura centroamericana, arriva in Italia a distanza di vent’anni dalla prima edizione in lingua spagnola. In una New York di fine millennio, su cui incombe la tragedia dell’11 settembre, il giovane protagonista del libro, l’honduregno Eduardo Lin, tenta di affermarsi nel mondo dello spettacolo e intanto sbarca il lunario lavorando come operaio in un’impresa edile. La convivenza con altri latinos della Grande Mela, scandita da feste, droghe e un’assoluta libertà sessuale, delinea un mondo nel quale emergono le luci abbaglianti e i contrasti del sogno migratorio. L’unico filo che ancora lega Eduardo alla terra natale è quello della New York Telephone con cui tiene accesa la passione per la sua Mirian, rimasta in Honduras per costruire un paese migliore anche attraverso il suo attivismo politico. Quesada racconta con ironia, disincanto e profondo realismo il conflitto e il difficile processo di integrazione delle comunità ispaniche nella società statunitense, a cui fa da contraltare la realtà honduregna, che si insinua pagina dopo pagina nelle pieghe della narrazione. “A essere protagonista è quella massa indistinta, sparpagliata e variegata di latinoamericani che popola e anima New York come sangue nelle vene ma che, proprio per il suo scorrere sottopelle, è spesso poco visibile. Non già dimenticata, ma data per scontata, vista senza essere davvero percepita.” Dalla recensione de L’Indiependente.
L’AUTORE. Dal 1989 vive a New York, dove entra in contatto con la cultura nordamericana e si avvale dell’amicizia e dei consigli letterari di Kurt Vonnegut. Fra il 1994 e il 2009 è stato delegato dell’Honduras presso le Nazioni Unite. Nel 1996 gli viene attribuito il prestigioso Premio del Instituto Latinoamericano de escritores en los Estados Unidos. Fra le sue opere più note “Los barcos” (1988), “Big Banana” (1999), “Nunca entres por Miami” (2002) e “El equilibrista” (2013), opere che riconducono alla cosiddetta immigrazione novel.