Salernitana: Lotito indica la strada giusta per riprendere gli allenamenti

Il patron granata: "Non capisco perché una persona che fa l’atleta non possa svolgere la propria attività. Non si tratta di una questione ludica, ma di attività lavorativa"

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A 24 ore dalle Assemblee di Lega A e di Lega B, Claudio Lotito rompe gli indugi e ai microfoni della radio ufficiale biancoceleste, parla della situazione attuale del calcio in Italia durante l’emergenza Coronavirus, del blocco dei campionati, della questione allenamenti. Il presidente della Lazio e co-patron della Salernitana ha sottolineato come, qualora si presentassero le condizioni per riprendere gli allenamenti, i giocatori possono tranquillamente tornare a compiere il proprio lavoro da atleti all’interno dei rispettivi centri sportivi. Una tesi, questa, che il presidente ha portato avanti fin dall’inizio, sottolineando l’importanza di riprendere quanto prima le sedute sul campo, così da recuperare la migliore condizione, ed essere pronti nel momento in cui si potrà tornare a giocare. La ripresa del campionato è una delle priorità sia in serie A che in serie B, perché solo così si potrà sperare di salvare tutto il movimento calcio e le società che ne fanno parte. Concludere la stagione in questo momento, con dieci gare ancora da disputare in serie B, significherebbe non solo una perdita in termi economici difficile da appianare per moltissimi club, ma anche l’inizio di una battaglia legale a suon di ricorsi per le decisioni relative a promozioni e retrocessioni. Ed è proprio per questi due motivi che tutte e venti le società cadette, in accordo con i vertici della Lega B, stanno ormai discutendo da oltre un mese sulle modalità di ripresa più opportune. Sono state, infatti, approntante diverse soluzioni, che variano in base alla data di ripresa del torneo, che sarà conseguente alla fine del blocco varato dal Premier Giuseppe Conte nell’ultimo DPCM. Lotito, non minimizza assolutamente l’emergenza Coronavirus, evidenziando come la salute dei cittadini è al primo posto in questo momento. “Ci tengo innanzitutto a sottolineare il fatto che nessuno voglia prendere sotto gamba la salute dei cittadini e dei propri dipendenti. Io ho lanciato l’idea di fare degli esami perché, al di là del tampone, è possibile verificare la presenza di alcuni anticorpi che dimostrano o meno la presenza del virus. Sono test importanti che consentono di capire la presenza di immunoglobine e di altri anticorpi che dimostrano l’esistenza o meno del virus. Quello che ho sempre sostenuto è che tutte le attività lavorative, se in deroga con l’autorizzazione dei Prefetti, possano essere svolte in condizioni ottimali, senza rischio di contagio. Non capisco perché una persona che fa l’atleta non possa svolgere la propria attività. Non si tratta di una questione ludica, ma di attività lavorativa. Parliamo di persone che, se le blocchi per 2-3 mesi, gli crei un trauma perché perdono la condizione fisica. Quindi se ci sono tutte le condizioni ideali, non c’è alcun rischio di contatto e di contagio”. Lotito forza ancora la mano sulla questione allenamenti, e con autorevolezza sottolinea come le sedute fisiche per un calciatore professionista, devono essere viste come un lavoro e non come un’attività ludica: “L’atleta che ha una condizione fisica migliore rispetto agli altri, e che ha un controllo medico h24, non capisco perché non debba allenarsi. Non c’è un protocollo scientifico che dice il contrario. Io rispetto a pieno le regole dello Stato, ma non c’è nessun parere medico-scientifico che metta a repentaglio la salute dei giocatori durante la propria attività. E ribadisco il concetto: l’allenamento non è un fatto ludico, ma lavorativo, così come lo è per un operaio andare in fabbrica. Comunque mi auguro che adesso la situazione migliori e mi aspetto che si torni presto in campo ad allenarsi, sempre nel massimo rispetto delle regole”.